Uno spettacolo teatrale ispirato all'opera di Joseph Ponthus porta in scena la dura realtà della vita operaia. L'evento si terrà a Spello il 9 ottobre nell'ambito del FactoryFest 2026.
Spettacolo "Alla linea" a Spello
Il 9 ottobre, alle ore 20:30, il Teatro Subasio di Spello ospiterà "Alla linea - Fogli di fabbrica". Questo spettacolo si ispira all'omonimo libro di Joseph Ponthus, opera rivelazione della letteratura francese del 2019.
Il testo è considerato un punto di riferimento nella letteratura contemporanea dedicata al mondo del lavoro. Racconta, attraverso versi liberi, l'esperienza di due anni trascorsi come operaio precario nel settore agroalimentare della Bretagna.
Ponthus, laureato in lettere ed ex educatore, ha scelto di lavorare in fabbrica per necessità. Ha portato con sé le canzoni e i libri che hanno segnato la sua formazione.
Produzione e cast dello spettacolo
La performance è prodotta da Tripee Teatro. Ha ricevuto il sostegno di Residenza Teatrale Qui e Ora e Flai-Cgil Umbria. Sul palco, l'attrice Stella Piccioni dialoga con Joe Rehmer, che cura basso e paesaggi sonori.
La traduzione e la regia sono a cura di Daniele Gaggianesi. I movimenti scenici sono curati da Lucia Guarino. Le luci sono affidate a Gianni Staropoli.
La denuncia della disumanizzazione del lavoro
Il corpo di Stella Piccioni riproduce i gesti meccanici della catena di montaggio. Ricostruisce un tempo vissuto in subordine, segnato da un calendario lavorativo imprevedibile. La denuncia morale emerge in modo implicito.
Lo spettacolo mostra un corpo disumanizzato che narra la discesa quotidiana verso la fatica. Descrive un percorso circolare, quasi infernale, e un possibile ritorno alla vita. Questa rinascita è possibile solo attraverso il recupero della scrittura, della cultura e dell'amore per la propria esistenza.
La visione del regista Daniele Gaggianesi
Il regista Daniele Gaggianesi ha affermato che portare "Alla linea" a teatro oggi significa affrontare una forma di violenza che pervade le nostre vite. Questa violenza non risparmia alcun mestiere, categoria o generazione.
La scelta di mettere in scena questo testo nasce dalla volontà di denunciare la disumanizzazione della vita precaria. Si riferisce ai contratti interinali e alla ripetizione ossessiva dei gesti meccanici. La messa in scena è frammentata, rispecchiando la scrittura di Ponthus.
Allo stesso tempo, si vuole condividere l'idea dell'arte come strumento salvifico. L'arte è vista come l'unico antidoto all'alienazione.
FactoryFest 2026: un festival di arti performative
L'evento si inserisce nel contesto di FactoryFest 2026. Questa manifestazione è dedicata alle arti performative contemporanee. Offre una vetrina per le nuove tendenze e le espressioni artistiche innovative.
Il festival mira a esplorare tematiche sociali e umane attraverso il linguaggio del teatro e delle performance. "Alla linea" si allinea perfettamente con questa missione, portando sul palco una riflessione profonda sul mondo del lavoro e sulla condizione umana.
Informazioni sull'opera originale
"Alla linea" di Joseph Ponthus è stato pubblicato originariamente nel 2019. Ha rapidamente ottenuto riconoscimenti per la sua autenticità e potenza espressiva. Il libro è diventato un testo fondamentale per comprendere le sfide del lavoro moderno.
La sua trasposizione teatrale promette di mantenere intatta la forza del racconto originale. Offre al pubblico un'esperienza emotiva e intellettuale profonda. La performance a Spello rappresenta un'occasione imperdibile per assistere a un'opera di grande rilevanza.
Domande frequenti
Cosa racconta lo spettacolo "Alla linea"?
Lo spettacolo "Alla linea" racconta l'esperienza di due anni di lavoro precario in una fabbrica agroalimentare. Attraverso versi liberi e la performance fisica, esplora la disumanizzazione, la fatica e la ricerca di salvezza attraverso la cultura e l'arte.
Chi sono gli artisti coinvolti nello spettacolo?
Gli artisti coinvolti sono Stella Piccioni (attrice), Joe Rehmer (basso e paesaggi sonori), Daniele Gaggianesi (traduzione e regia), Lucia Guarino (movimenti scenici) e Gianni Staropoli (luci).