Economia

Tasse frontalieri, caos applicazione decreto Omnibus

15 marzo 2026, 08:49 2 min di lettura
Tasse frontalieri, caos applicazione decreto Omnibus Immagine da Wikimedia Commons Sondrio
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Tassazione frontalieri "transcantonali" in Svizzera

Numerose segnalazioni dai lavoratori frontalieri evidenziano criticità nell'applicazione del decreto Omnibus da parte dell'autorità fiscale del Canton Ticino. Le organizzazioni sindacali denunciano una tassazione sui redditi dei lavoratori "transcantonali", ovvero coloro che risiedono in una provincia italiana ma lavorano in un Cantone svizzero non confinante, che non rispetta le disposizioni del decreto.

Il decreto Omnibus prevedeva, a determinate condizioni, la possibilità di optare per un'imposta sostitutiva del 25% su quanto applicato in Svizzera per i redditi da lavoro dipendente. Tuttavia, l'autorità ticinese starebbe interpretando questa opzione come una tassazione speciale, escludendola dalle intese transnazionali e applicando quindi il 100% della tassazione alla fonte.

Richiesta di intervento a Governo e Regione

Le organizzazioni sindacali, tra cui Csir Sondrio Grigioni, Cgil, Cisl, Uil, Unia, Ocst, Vpod, Syna e Syndicom, si appellano al governo italiano e alla Regione Lombardia affinché intervengano per garantire il rispetto delle leggi italiane. L'intesa siglata nel luglio 2024 tra il ministro Giancarlo Giorgetti e i sindacati mirava a risolvere problematiche relative ai "vecchi" frontalieri, ma sembra non essere sufficiente a garantire la corretta applicazione delle norme.

La questione è particolarmente sentita nelle province di Sondrio, Como e Varese, da cui partono numerosi lavoratori verso la Svizzera. La mancata applicazione del decreto rischia di penalizzare ulteriormente una categoria già soggetta a complesse normative fiscali transfrontaliere.

Tassa sulla salute e ristorni fiscali in discussione

Parallelamente, si riaccende il dibattito sulla "tassa sulla salute", un provvedimento la cui applicazione, a due anni dall'approvazione, rimane ancora in sospeso. I sindacati ribadiscono la loro ferma opposizione a qualsiasi modifica dell'attuale normativa sui ristorni fiscali, che garantiscono la stabilità finanziaria dei Comuni di frontiera.

Il modello dei ristorni, previsto dall'ultimo trattato siglato nel 2020, giungerà a conclusione nel 2033. Le organizzazioni sindacali confidano che il ripristino di corrette relazioni internazionali possa assicurare il pieno rispetto delle disposizioni vigenti e tutelare gli interessi dei lavoratori frontalieri e delle comunità locali.

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