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L'agroalimentare valtellinese raggiunge un miliardo di euro di esportazioni, ma la provincia di Sondrio soffre di una carenza di manodopera. La Uil propone contrattazione di secondo livello per aumentare l'attrattività del settore.

Boom export agroalimentare in Valtellina

Il settore agroalimentare della Valtellina ha superato la soglia di un miliardo di euro nelle esportazioni. Questo risultato conferma la provincia di Sondrio come fulcro dell'economia locale. Una 'dop economy' inarrestabile guida questa crescita.

Prodotti come la bresaola e i vini 'docg' generano da soli un valore alla produzione di 310 milioni di euro. Questa cifra rappresenta oltre il 28% del PIL agricolo provinciale.

L'agroalimentare conta oggi oltre il 18% delle imprese attive nella provincia. La Uil evidenzia la sfida principale per il futuro: trasformare il successo economico in stabilità sociale.

Fragilità occupazionale nel settore agroalimentare

Nonostante i numeri record, il settore soffre di una marcata fragilità occupazionale. Il manifatturiero tradizionale ha perso circa 3mila addetti dal 2019. L'agroalimentare, pur resistendo, affronta una difficoltà di reperimento personale che sfiora il 46%.

La concorrenza salariale della vicina Svizzera rappresenta un ostacolo significativo. Anche le sfide logistiche legate al territorio montano complicano il reperimento di operai specializzati e tecnici.

Questi fattori rendono sempre più difficile trovare personale qualificato. La situazione richiede soluzioni concrete per garantire la continuità produttiva.

Proposte per migliorare l'attrattività lavorativa

La Uil propone di rendere il settore agroalimentare più attrattivo. L'obiettivo è contrastare la fuga di manodopera verso l'estero. La soluzione individuata è la contrattazione di secondo livello.

Questo tipo di accordo può migliorare le condizioni lavorative e salariali. Potrebbe incentivare i lavoratori a rimanere sul territorio. La contrattazione di secondo livello è vista come uno strumento chiave per la stabilità sociale.

Garantire che le eccellenze locali continuino ad essere prodotte richiede mani sapienti. La proposta sindacale mira a creare un circolo virtuoso tra successo economico e benessere sociale.

Domande e Risposte

Perché l'agroalimentare in Valtellina ha un export così elevato?

L'export agroalimentare in Valtellina è trainato da prodotti di alta qualità e denominazione d'origine, come la bresaola e i vini 'docg'. Questi prodotti godono di un forte riconoscimento sui mercati internazionali, generando un valore considerevole.

Quali sono le principali difficoltà occupazionali nel settore in Valtellina?

Le principali difficoltà occupazionali derivano dalla forte concorrenza salariale della vicina Svizzera e dalle sfide logistiche del territorio montano. Questi fattori rendono complicato attrarre e trattenere personale qualificato, con un tasso di difficoltà nel reperimento che sfiora il 46%.

Cosa si intende per contrattazione di secondo livello e come può aiutare il settore?

La contrattazione di secondo livello si riferisce ad accordi stipulati a livello aziendale o territoriale, che integrano o migliorano quanto stabilito dai contratti nazionali. Nel caso dell'agroalimentare valtellinese, può servire a offrire migliori condizioni salariali e lavorative, rendendo il settore più attrattivo per i lavoratori e contrastando l'emigrazione della manodopera.

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