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Dipendenti dell'Ufficio Tecnico di Solarino hanno inviato una lettera di nove pagine al sindaco Tiziano Spada. Contestano le sue recenti dichiarazioni pubbliche, difendendo la propria professionalità e l'operato dell'ufficio. La vicenda solleva interrogativi sui rapporti istituzionali interni.

Dipendenti comunali difendono la loro professionalità

Nove pagine sono state dedicate alla difesa della professionalità dei dipendenti dell'Ufficio Tecnico di Solarino. Hanno formalmente contestato le affermazioni pubbliche del primo cittadino, Tiziano Spada. La lettera ricostruisce atti e responsabilità. Questo documento è stato citato dai consiglieri di opposizione. Hanno richiesto un'ispezione regionale e il coinvolgimento dell'Anac. La missiva è indirizzata al sindaco. Viene inviata per conoscenza anche ai consiglieri comunali, assessori e segretario comunale. La lettera nasce da una diretta Facebook del 19 ottobre. Gli autori dichiarano di voler difendere la propria onorabilità. Esprimono «profondo rammarico» per le critiche pubbliche del sindaco. Ritengono che attaccare un ufficio comunale sui social sia inappropriato. Tali dichiarazioni, senza confronto preventivo, danneggiano i lavoratori e l'immagine dell'ente. Viene richiamato l'articolo 97 della Costituzione. Si sottolineano i principi di imparzialità e buon andamento. Le contestazioni dovrebbero avvenire nelle sedi istituzionali. La struttura amministrativa sente il bisogno di difendersi formalmente dal vertice politico.

Opere pubbliche e tempi di realizzazione contestati

La lettera affronta nel dettaglio le critiche del sindaco sui tempi delle opere pubbliche. Gli uffici respingono l'idea che la gestione interna rallenti gli interventi. Evidenziano come molti progetti siano stati sviluppati internamente. Questo ha permesso al Comune di risparmiare risorse. Hanno anche partecipato a bandi di finanziamento. Vengono citati interventi sulla viabilità, videosorveglianza e l'area artigianale. Anche corso Vittorio Emanuele e il parco urbano sono menzionati. L'impianto sportivo Scatà è un altro esempio. Riguardo ai lavori di via Principe Umberto, indicati come incompleti, la risposta è tecnica. L'asfalto attuale è uno strato provvisorio. Serve per l'assestamento del terreno. La posa definitiva avverrà in seguito. Le piogge di settembre hanno richiesto un ulteriore intervento. Una perizia di variante è già stata predisposta. Anche la ricostruzione sulla videosorveglianza è contestata. L'avvio dei lavori è stato condizionato da passaggi amministrativi regionali. Erano necessarie correzioni al decreto di finanziamento. Gli uffici affermano di aver completato i propri adempimenti tempestivamente.

La questione delle lampade votive e l'assessore

Un passaggio particolarmente delicato riguarda il mancato affidamento del servizio delle lampade votive al cimitero comunale. La lettera documenta tre procedure andate deserte. Dopo il primo tentativo, gli uffici hanno contattato diverse imprese. Anche quelle fuori provincia non hanno mostrato interesse. A quel punto, è intervenuto l'assessore competente, Peppe Urciullo. Secondo i dipendenti, l'assessore avrebbe contattato altri operatori. Ha raccolto manifestazioni di disponibilità. Questo ha portato a una seconda procedura, anch'essa senza offerte. La terza procedura è stata avviata su richiesta dello stesso assessore. Le disponibilità raccolte riguardavano un affidamento annuale, non biennale. L'Ufficio Tecnico ha modificato la durata prevista. Anche questo terzo tentativo è fallito. I dipendenti descrivono l'intervento dell'assessore come una collaborazione. L'obiettivo era individuare imprese disponibili. La ricostruzione solleva interrogativi. Si discute il confine tra indirizzo politico e gestione amministrativa. Quale peso hanno avuto le interlocuzioni dell'assessore? La lettera non indica irregolarità. Documenta però un coinvolgimento diretto del politico. L'opposizione ritiene che ciò meriti un chiarimento istituzionale.

Accuse di "strumenti paralleli" e carenza di personale

Il confronto diventa più esplicito nelle pagine finali. I dipendenti contestano espressioni usate dal sindaco. In particolare, il riferimento a presunti «strumenti paralleli» usati per fare politica interna. I firmatari giudicano grave questa affermazione. Potrebbe far pensare a comportamenti incompatibili con l'imparzialità. La risposta è netta: le insinuazioni non hanno riscontro nei fatti. Rischiano di compromettere ingiustamente la reputazione professionale. Gli uffici ricordano le difficoltà dovute alla carenza di personale. Sostengono che alcuni dipendenti abbiano accumulato centinaia di ore di straordinario non retribuito. Questo per garantire il funzionamento della struttura. La riflessione conclusiva riguarda la responsabilità nella definizione degli obiettivi. Se gli obiettivi non tengono conto delle risorse umane e finanziarie, il mancato raggiungimento dei risultati non può essere attribuito a inefficienze. La questione supera i singoli lavori o le gare. Si è aperta una frattura tra il sindaco e parte della macchina amministrativa. La presa di posizione scritta è articolata e indirizzata a tutti gli organi comunali. Ciò pone interrogativi sulla qualità dei rapporti istituzionali. È necessario un chiarimento pubblico. Le contestazioni rivolte ai dipendenti e il ruolo degli amministratori nelle procedure gestionali necessitano di spiegazioni. Quando i dipendenti scrivono nove pagine per difendersi dal proprio sindaco, il problema va oltre una semplice polemica sui social.