Condividi

L'assessore Peppe Urciullo di Solarino smentisce fermamente le accuse di aver interferito nell'operato degli uffici comunali. La sua replica arriva in risposta alle contestazioni dell'opposizione riguardo l'affidamento del servizio lampade votive.

Assessore Urciullo smentisce ingerenze negli uffici

L'assessore Peppe Urciullo ha respinto con forza le accuse di interferenza nell'attività amministrativa del Comune di Solarino. Ha rivendicato la correttezza del suo operato. Si è detto disponibile a fornire chiarimenti anche in Consiglio comunale. Le sue dichiarazioni seguono le contestazioni dei consiglieri di opposizione Silvana Cassia, Peppe Germano, Pietro Mangiafico e Francesca Oliva. Questi ultimi avevano annunciato una richiesta di ispezione regionale. Hanno anche previsto la trasmissione di documentazione all'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC).

Urciullo ha definito le dichiarazioni dell'opposizione «non veritiere e lesive della mia onorabilità personale». Al centro della controversia vi è una lettera di nove pagine. I dipendenti dell'Ufficio tecnico comunale l'hanno redatta. Contestano le dichiarazioni del sindaco Tiziano Spada. Ricostruiscono tre procedure di affidamento andate deserte. Riguardano il servizio delle lampade votive al cimitero.

Opposizione interroga sul ruolo dell'assessore

L'opposizione ha sollevato dubbi sul ruolo dell'assessore Urciullo. Ha chiesto di chiarire l'estensione delle sue interlocuzioni con gli operatori economici. Urciullo contesta questa interpretazione. Ha citato un passaggio della lettera dei dipendenti. In esso riconoscono il suo «spirito collaborativo». Secondo l'assessore, il suo intervento mirava a velocizzare l'affidamento. Ciò in vista della commemorazione dei defunti. Ha negato qualsiasi interferenza nelle competenze degli uffici.

La lettera dei dipendenti, tuttavia, presenta una ricostruzione più dettagliata. Dopo il primo tentativo di affidamento fallito, l'assessore aveva contattato altri operatori. Aveva raccolto disponibilità. Questo portò alla pubblicazione di una seconda procedura. I dipendenti precisano che la terza procedura fu avviata su richiesta dell'assessore. Ciò avvenne dopo ulteriori contatti con imprese. Queste si erano dichiarate disponibili per un affidamento annuale, non biennale. Gli uffici modificarono la durata del servizio. Anche questo tentativo si concluse senza offerte.

Urciullo nega ingerenze, ma non approfondisce

Su questo specifico passaggio, la replica di Urciullo non fornisce dettagli aggiuntivi. L'assessore nega comunque ogni ingerenza. Rivendica il rispetto dei ruoli istituzionali. Non ha approfondito le modalità delle sue interlocuzioni con gli operatori economici. Non ha spiegato le ragioni che lo spinsero a richiedere una nuova procedura con durata differente. Tali circostanze, di per sé, non configurano alcuna irregolarità. Gli stessi dipendenti descrivono l'intervento dell'assessore come collaborativo. Hanno spiegato di aver seguito le indicazioni. Lo fecero nella speranza di riuscire ad affidare il servizio.

Urciullo respinge anche le contestazioni relative a presunte pressioni su consiglieri di maggioranza. L'obiettivo sarebbe stato indurli a cambiare gruppo politico. Su questo punto, invita gli esponenti della minoranza a rendere pubblici i nomi. Chi avrebbe riferito loro tali circostanze? Finora sono state presentate come indiscrezioni non confermate. L'assessore difende l'operato dell'amministrazione guidata dal sindaco Spada. Sostiene di aver sempre cercato di supportare gli uffici. Ciò in un contesto amministrativo considerato difficile.

Massimo rispetto dei ruoli e tutela dell'onorabilità

«Ho sempre operato in modo limpido e cristallino», ha affermato Urciullo. «Per cercare di essere da supporto e non da ingombro agli uffici, nel massimo rispetto dei ruoli». Ha inoltre annunciato la sua disponibilità a illustrare i fatti in ogni sede. Ciò include l'aula consiliare. Si riserva di valutare iniziative a tutela della propria onorabilità. Urciullo concentra la sua risposta sulle dichiarazioni dell'opposizione. Non prende posizione sulle contestazioni mosse dagli uffici al primo cittadino. Spetterà al sindaco Spada fornire la propria versione dei fatti.

Lo scontro politico rimane quindi aperto. Da una parte, l'assessore rivendica la correttezza del suo intervento. Dall'altra, la minoranza chiede verifiche istituzionali. Nel mezzo, una lettera degli uffici. Questa documenta il coinvolgimento dell'assessore nelle interlocuzioni preliminari alle procedure di affidamento. Non formula accuse dirette nei suoi confronti. Sarà il confronto sugli atti, eventualmente in Consiglio comunale, a chiarire se l'intervento sia rimasto nell'ambito della collaborazione istituzionale rivendicata dall'assessore.