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Una presunta organizzazione criminale ha truffato enti religiosi in tutta Italia, operando sull'asse Torino-Siracusa. Sono stati contestati 132 episodi, con denaro prelevato rapidamente da complici a Siracusa.

Rete di truffe colpisce istituzioni religiose

Monasteri, conventi e istituti scolastici religiosi sarebbero stati il bersaglio di un sistema di truffe su scala nazionale. La Procura della Repubblica di Torino ha avviato un'indagine su una presunta rete criminale. Questa operava lungo l'asse Torino-Siracusa. Un gruppo radicato nel territorio aretuseo si occupava di prelevare velocemente il denaro. Le vittime versavano somme richieste.

Gli episodi contestati ammontano a 132. Molti hanno comportato il trasferimento effettivo delle somme. Oltre quaranta casi si sono rivelati tentativi. Le persone contattate si sono insospettite. Alcune operazioni bancarie non sono andate a buon fine. L'indagine è stata condotta dai pubblici ministeri Eugenia Ghi e Paolo Cappelli. Gli accertamenti sono stati delegati al Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Cremona. Il provvedimento giudiziario è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino, Valentina Rattazzo.

Presunti capi dell'organizzazione e ruoli

Al vertice dell'organizzazione figurerebbero una donna di 45 anni, nata a Noto e residente a Torino. Accanto a lei, un 52enne, nato a Modica e residente a Siracusa. Entrambi sono accusati di essere promotori e direttori del sistema illecito. La loro responsabilità includeva la pianificazione delle truffe. Gestivano anche le risorse finanziarie.

Nel quadro direttivo è citato anche un uomo di 62 anni, residente a Siracusa. Avrebbe agito con due torinesi. Al sessantaduenne è attribuito il compito di reperire prestanome. Questi avrebbero aperto carte di pagamento ricaricabili, principalmente PostePay. Supervisionava le operazioni di incasso. La fase dei prelievi era affidata a un gruppo a Siracusa e nei comuni vicini. Tra i partecipanti all'associazione figurano una 51enne di Noto, residente a Siracusa. C'è anche un 55enne di Noto. Inoltre, un 45enne, un 24enne e un 31enne, tutti residenti a Siracusa.

Il meccanismo delle truffe

Queste persone avrebbero presidiato sportelli automatici e uffici postali. Prelevavano il contante subito dopo i versamenti delle vittime. Il meccanismo si basava su una telefonata. I truffatori si presentavano come funzionari comunali. Potevano anche fingersi dirigenti bancari. Oppure rappresentanti della Conferenza episcopale italiana (Cei).

Alle strutture religiose veniva prospettato un errore. Riguardava l'accredito di contributi pubblici. Questi fondi erano destinati al restauro di chiese o al sostegno di scuole. Il bonifico ricevuto era superiore alla somma dovuta. Ad esempio, a fronte di 20mila euro, ne venivano accreditati 23mila. Per correggere l'errore, si chiedeva l'urgenza di restituire la differenza. Questo avveniva tramite bonifico o ricarica su una PostePay.

Somme richieste e prelievi

Le somme richieste variavano tra 700 e 3.500 euro. Una volta ricevuto il denaro, la squadra dei prelevatori entrava in azione. Ritiravano immediatamente il contante. Circa la metà delle somme prelevate sarebbe stata trasferita ai vertici. Questo avveniva tramite servizi di trasferimento di denaro o ulteriori ricariche. Il sistema ha colpito strutture religiose in molte città italiane. Da Aversa a Milano, da Napoli a Crotone, fino a Trieste e Alghero.

Reati contestati e richieste cautelari

All'organizzazione vengono contestati i reati di associazione per delinquere. Anche truffa aggravata e tentata truffa continuata. L'associazione sarebbe stata attiva dall'agosto 2024. Per i principali indagati siracusani, viene contestata la recidiva specifica e reiterata. Non è indicato un importo complessivo. Gli atti riportano le singole somme richieste o sottratte. Tra gli importi più elevati, 5.997 euro al Monastero delle Benedettine di San Biagio, ad Aversa. La Procura aveva richiesto la custodia cautelare in carcere. Motivata dalla gravità dei fatti e dal rischio di reiterazione. Il gip ha disposto gli interrogatori preventivi. Fissati per il 28 ottobre 2026 a Torino, prima delle decisioni sulle misure cautelari.

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