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La tragedia greca "I Persiani" di Eschilo ha debuttato al Teatro Greco di Siracusa, attirando l'attenzione anche di celebrità internazionali come Helen Mirren. Lo spettacolo esplora temi universali come il potere e le conseguenze della guerra.

La tragedia di Eschilo rivive a Siracusa

La celebre tragedia greca "I Persiani" di Eschilo ha trovato nuova vita sul palcoscenico del Teatro Greco di Siracusa. L'evento ha segnato la terza produzione della stagione di rappresentazioni classiche promossa dalla Fondazione Istituto Nazionale del Dramma Antico. La messa in scena ha catturato l'interesse di un pubblico numeroso, con oltre 4500 spettatori presenti nell'antica arena.

La traduzione dell'opera è stata curata da Walter Lapini. La regia porta la firma di Alex Ollé, figura di spicco nel panorama teatrale internazionale e co-fondatore della compagnia Fura del Baus. La sua visione artistica ha dato un'interpretazione contemporanea a un testo antico.

Temi universali e allestimento scenico

Al centro della narrazione teatrale vi sono i pericoli legati al potere assoluto e alla hybris, quel tratto umano che porta all'arroganza e alla presunzione di invincibilità. Il regista Alex Ollé ha sottolineato come "I Persiani" possa essere interpretato sia come una profonda riflessione sulla sofferenza universale causata dai conflitti bellici, sia come un'analisi comparativa di diversi modelli politici. La sconfitta dell'Impero Persiano, secondo Ollé, non rappresenta solo un fallimento militare, ma anche il declino di una concezione del potere incentrata sull'autorità di un singolo individuo.

La scena è dominata da un grande tavolo, simbolo tangibile del potere. Un imponente schermo, inoltre, permette al pubblico di osservare primi piani degli attori in tempo reale, creando un legame diretto tra la platea e le emozioni sul palco. Questa scelta registica amplifica l'impatto emotivo dello spettacolo.

Cast e prossime tappe

Il cast della produzione vanta nomi di rilievo nel panorama teatrale italiano. Massimo Nicolini interpreta il re Serse, mentre Anna Bonaiuto veste i panni di Atossa, la madre del sovrano. Alessio Boni, al suo debutto nel Teatro Greco, dà voce al padre defunto di Serse, Dario. Altri interpreti includono Giuseppe Sartori nel ruolo del messaggero e Marco Maria Casazza come capo del coro.

Completano il cast Francesco Biscione, Fabrizio Bordignon, Nicola Bortolotti, Rosario Campisi, Francesco Migliaccio, Giovanni Nardoni, Antonello Cossia, Stefano Quatrosi, Michele Cipriani, Rosario Tedesco, Elena Polic Greco e Simonetta Cartia. Lo spettacolo rimarrà in scena a Siracusa fino al 28 giugno. Successivamente, la produzione si sposterà al Teatro Grande di Pompei, dove sarà rappresentata dal 10 al 12 luglio.

Tra gli illustri spettatori presenti alla prima rappresentazione figurava anche l'attrice premio Oscar Helen Mirren, accompagnata da altri volti noti come Donatella Finocchiaro e Aldo Baglio, a testimonianza dell'importanza culturale dell'evento.