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Pietro Bartolo, ex europarlamentare, propone un tavolo comune tra PD e Ismaele La Vardera per individuare un candidato unitario alle prossime elezioni regionali siciliane, evitando divisioni interne.

Appello per un candidato unico alle regionali

Pietro Bartolo, figura di rilievo di Italia Viva, ha lanciato un forte appello per l'unità delle forze di centrosinistra in vista delle elezioni regionali in Sicilia. L'obiettivo è individuare un candidato presidente condiviso, capace di sfidare efficacemente il centrodestra. L'iniziativa nasce dopo la sua stessa designazione da parte di Matteo Renzi come potenziale candidato per l'area riformista.

Questa proposta si inserisce in un contesto politico già animato dalla candidatura di Ismaele La Vardera. Bartolo, intervenuto a Siracusa per un incontro con i militanti di Italia Viva, ha sottolineato la necessità di evitare una frammentazione delle forze progressiste. La sua presenza in città ha visto anche la partecipazione di esponenti locali come Giancarlo Garozzo, Alessandra Furnari e Massimo Costanza.

L'ex europarlamentare ha espresso chiaramente la sua visione: «Siamo in due», ha ammesso riferendosi alla sua candidatura e a quella di La Vardera. Ha poi aggiunto che la sua accettazione non deriva da ambizioni personali, ma da un profondo senso di responsabilità verso la comunità siciliana.

Le dimissioni di Barbagallo e la visione del PD

Le recenti dimissioni di Anthony Barbagallo dalla segreteria regionale del Partito Democratico rappresentano un elemento di novità nel panorama politico. Bartolo ha collegato queste dimissioni alle ragioni che lo hanno portato a lasciare il PD in passato, pur mantenendo un legame valoriale con il partito. Ha evidenziato come i problemi non fossero con i principi del partito, ma con la gestione di alcune figure al suo interno.

«Si è creata una frattura che ancora oggi esiste», ha spiegato Bartolo, esprimendo rammarico per la situazione. Ha inoltre riconosciuto il coraggio e l'umiltà dell'atto di Barbagallo, ritenendo che le sue dimissioni possano favorire una ricomposizione interna al partito. Questo passo, secondo Bartolo, potrebbe contribuire a sanare le divisioni e a rafforzare il PD in vista delle sfide future.

La sua uscita dal partito era legata a divergenze gestionali, non a una mancanza di condivisione dei valori fondanti. L'auspicio è che questa mossa possa portare a un nuovo corso per la segreteria regionale.

Costruire un'alternativa unita per la Sicilia

Bartolo ha ribadito la sua visione di un «campo largo» che includa anche l'area riformista. Propone di individuare il candidato alla presidenza attraverso un accordo politico, piuttosto che affidarsi esclusivamente alle primarie. L'obiettivo primario è la costruzione di un'alternativa credibile al governo regionale attuale.

«Sarebbe il massimo», ha affermato Bartolo, se tutte le forze politiche riuscissero a sedersi attorno a un tavolo e a trovare un nome condiviso. Ha anche manifestato la sua disponibilità a fare un passo indietro, qualora ciò fosse necessario per raggiungere l'unità. Questa apertura dimostra la sua priorità nel vedere una coalizione coesa.

Ha riconosciuto le posizioni di Ismaele La Vardera, pur invitandolo a considerare la proposta di un tavolo comune. L'appello è chiaro: «Ammainare tutte le bandierine e issarne una sola, quella del centrosinistra. Perché uniti possiamo vincere».

L'ex europarlamentare è convinto che le attuali difficoltà del governo regionale siciliano possano creare un'opportunità per il centrosinistra. Tuttavia, questo successo dipenderà dalla capacità di presentarsi unito e con un programma ben definito.

Proposte concrete e responsabilità per il futuro

L'appello è rivolto direttamente al Partito Democratico e a Ismaele La Vardera affinché si lavori rapidamente per identificare un candidato unitario. Bartolo non esclude le primarie come ultima risorsa, ma le considera una competizione interna meno auspicabile rispetto a un accordo politico. Ha confermato la sua disponibilità a partecipare anche a eventuali primarie, se il suo contributo potesse servire alla causa comune.

Bartolo ha criticato duramente l'operato dell'attuale governo regionale, definendolo «scandaloso» e sottolineando la frequenza di nuove vicende negative. È fermamente convinto che l'unità delle forze di centrosinistra sia la chiave per ottenere una vittoria elettorale e per cambiare la guida della regione.

L'ex europarlamentare ha espresso il desiderio di superare la mera contrapposizione politica, concentrandosi invece su proposte concrete e soluzioni ai problemi della Sicilia. «Non voglio più parlare delle nefandezze della destra, ma di proposte e soluzioni», ha dichiarato. Ha sottolineato come i problemi, dalla sanità in poi, siano noti, ma sia fondamentale spiegare come affrontarli efficacemente.

Infine, Bartolo ha spiegato le ragioni personali che lo spingono a mettersi a disposizione. Nonostante i suoi 71 anni, sente la responsabilità di utilizzare il consenso ottenuto in trent'anni di impegno per i più fragili e per i diritti umani. Il suo desiderio è contribuire a un cambiamento reale e tangibile per la Sicilia.

Le persone hanno chiesto anche:

Perché Pietro Bartolo si candida alle regionali?
Pietro Bartolo si candida per senso di responsabilità e per mettere a disposizione il consenso ottenuto in trent'anni di impegno sociale, con l'obiettivo di contribuire a un cambiamento concreto per la Sicilia.

Cosa propone Bartolo per le elezioni regionali in Sicilia?
Bartolo propone un tavolo comune tra PD e Ismaele La Vardera per individuare un candidato unitario, evitando divisioni interne e concentrandosi su proposte concrete per risolvere i problemi della regione.