Cosimo Coltraro: tra fiction TV e passione per il teatro
Cosimo Coltraro: dal set di Vanina al palcoscenico
L'attore catanese Cosimo Coltraro, attualmente in onda su Canale 5 nel ruolo di Salvatore Fratta nella serie televisiva Vanina, si confessa in un'intervista che intreccia la sua carriera professionale con la sua più grande passione: il teatro.
Nella fiction, tratta dai romanzi di Cristina Cassar Scalia, Coltraro dà vita a un personaggio chiave, l'uomo responsabile della morte del padre della protagonista. Per calarsi nel ruolo, l'attore ha approfondito la lettura dei libri originali, comprendendo la complessità di Salvatore Fratta, figura centrale che innesca la ricerca della giustizia da parte di Vanina.
Aneddoti e collaborazioni sul set di Vanina
Nonostante il tema trattato sia intenso, l'atmosfera sul set di Vanina è stata descritta come serena e ricca di empatia. Coltraro ha condiviso un divertente aneddoto legato al suo personaggio, dove una battuta ricorrente collegava il cognome "Fratta" al verbo siciliano "infrattarsi", creando momenti di ilarità tra gli attori.
L'esperienza sul set è stata ulteriormente arricchita dal rapporto con la protagonista Giusy Buscemi, definita dall'attore «carinissima». L'occasione ha permesso a Coltraro di ritrovare molti colleghi siciliani, contribuendo a un ambiente di lavoro stimolante e collaborativo.
Il teatro come scelta di vita e salvezza
Per Cosimo Coltraro, il teatro rappresenta molto più di una professione; è una vera e propria scelta di vita che lo ha sottratto a quella che definisce una «morte civile». Cresciuto in un contesto difficile, senza iniziali prospettive culturali elevate, la recitazione è diventata la sua via di fuga verso un'esistenza più ricca di significato.
«Il teatro mi ha salvato la vita», afferma con commozione, sottolineando l'importanza di aver studiato con impegno per raggiungere i suoi colleghi e onorare un debito verso se stesso. Secondo Coltraro, la vera essenza dell'attore si costruisce sull'umanità e sull'esperienza vissuta, non solo sulla tecnica appresa in giovane età.
Il legame tra anima, memoria e scena
L'attore evidenzia come il teatro diventi verità quando l'interprete porta sul palco la propria memoria emotiva e la propria anima. Spettacoli come All'alba del Terzo Millennio, definito un «tuffo nell'anima», e Colapesce, che esplora il mito siciliano, testimoniano questo profondo legame tra scena e spirito.
Particolarmente significativo è L'oro di San Berillo, opera che narra la storia di un quartiere storico di Catania e la sua "deportazione" negli anni '50. Per Coltraro, questo spettacolo rappresenta la lacerazione di un'anima collettiva, un ponte con i racconti paterni e la vita che un tempo animava quelle strade.
Consigli per i giovani e il ruolo educativo del teatro
Guardando al futuro, Coltraro non ignora le sfide di un settore culturale spesso sottofinanziato. Ai giovani aspiranti attori, consiglia di studiare nelle grandi scuole, evitando la tentazione della fama facile. Il teatro è un mestiere di sacrifici, precario, ma incredibilmente gratificante perché permette di trasformare le esperienze di vita in forza creativa.
Infine, l'attore sottolinea il ruolo educativo del teatro, invitando i giovani a frequentare le sale per sviluppare una sensibilità artistica e un rispetto per il rito teatrale. Una città priva di teatro, conclude, è una città impoverita.
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