Cultura

Cosimo Coltraro: tra fiction TV e palcoscenico

14 marzo 2026, 10:15 3 min di lettura
Cosimo Coltraro: tra fiction TV e palcoscenico Immagine da Wikimedia Commons Siracusa
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Cosimo Coltraro: dall'Italia '15 a "Vanina"

L'attore catanese Cosimo Coltraro, attualmente in onda su Canale 5 nella serie televisiva "Vanina", ha condiviso riflessioni sul suo percorso artistico e umano. Nella fiction, Coltraro interpreta Salvatore Fratta, figura chiave che innesca la vicenda della protagonista, la cui carriera di poliziotta inizia proprio a causa dell'omicidio del padre.

Sebbene non sia un assiduo fruitore di serie TV, Coltraro ha approfondito il suo personaggio studiando i romanzi da cui la serie è tratta. Ha sottolineato come Fratta non sia un semplice antagonista, ma l'elemento centrale attorno al quale si sviluppa la trama, alimentando l'ossessione della protagonista.

Aneddoti dal set e legami professionali

Coltraro ha rivelato un clima di grande collaborazione e divertimento sul set di "Vanina", nonostante la gravità dei temi trattati. Ha raccontato con ironia un aneddoto legato al suo personaggio, dove un gioco di parole tra il suo cognome e un verbo siciliano ha generato ilarità. L'esperienza sul set è stata ulteriormente arricchita dal rapporto con la protagonista Giusy Buscemi, descritta come molto disponibile.

La produzione ha anche rappresentato un'occasione di ritrovarsi con molti colleghi provenienti dalla scena artistica siciliana, creando un ambiente di lavoro stimolante e sereno per tutti.

Il teatro come scelta di vita e vocazione

Per Cosimo Coltraro, il teatro rappresenta molto più di una professione: è una vera e propria scelta di vita che lo ha sottratto a quella che definisce una "morte civile". Cresciuto in un contesto con poche opportunità culturali, ha trovato nella recitazione la spinta per emanciparsi da un'esistenza ordinaria.

L'attore confessa con emozione che «Il teatro mi ha salvato la vita», evidenziando la necessità di uno studio rigoroso per colmare eventuali lacune e onorare questa vocazione. Sottolinea l'importanza di costruire la propria umanità prima di potersi definire veri attori, poiché la tecnica da sola non basta.

L'anima dell'attore e il valore del teatro

Coltraro crede fermamente che l'anima dell'attore si formi con il tempo e l'esperienza vissuta, affermando: «Prima devi essere uomo e poi forse sei attore». Solo portando la propria memoria emotiva e la propria interiorità sul palco, il teatro può raggiungere la verità espressiva.

Questo legame tra scena e spirito si riflette nelle sue produzioni teatrali, come "All'alba del Terzo Millennio", "Colapesce" e "L'oro di San Berillo". Quest'ultimo spettacolo, in particolare, racconta la storia di un quartiere storico di Catania, toccando temi di identità collettiva e memoria storica.

Consigli per i giovani e il ruolo sociale del teatro

Affrontando le difficoltà di un settore culturale spesso sottovalutato, Coltraro rivolge un consiglio schietto ai giovani aspiranti attori: studiare nelle scuole prestigiose e non cercare scorciatoie per la fama. Il teatro, pur essendo un mestiere precario e fatto di sacrifici, è definito "tremendamente bello" per la sua capacità di trasformare le esperienze di vita in forza creativa.

Infine, l'attore ribadisce il ruolo educativo del teatro per il pubblico, specialmente per i giovani. Una città priva di teatri, conclude, è una città vuota, sottolineando l'importanza di preservare e valorizzare questa forma d'arte.

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