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Nicolò Guarrera, giovane da Schio, ha superato i 12.000 chilometri a piedi in Sud America, affrontando deserti, vulcani e la generosità delle persone. Il suo viaggio prosegue verso la Terra del Fuoco.

Un anno di cammino e oltre 12.000 chilometri

Il viaggio di Nicolò Guarrera, originario di Schio, continua con determinazione. Ha festeggiato il suo secondo anno di cammino il 9 agosto. Attualmente si trova in Cile, precisamente in Patagonia. Ha già percorso più di 12.000 chilometri. Il suo fedele compagno è un carrettino. Questo lo segue trasportando i suoi effetti personali e le provviste.

Il giovane ha attraversato il deserto di Atacama. Questa è considerata la zona più arida del pianeta. Ha incontrato paesaggi di grande impatto visivo. Ha anche sperimentato l'accoglienza calorosa della popolazione locale. Il suo percorso lo ha portato attraverso il Sud America. Ora si dirige verso la Terra del Fuoco.

L'ospitalità cilena e incontri inaspettati

Nicolò ha raccontato numerosi episodi di generosità. «In tanti mi hanno aperto le porte delle loro case», ha affermato. Un cittadino cileno lo ha fermato mentre camminava. Dopo aver saputo del progetto di Guarrera, lo ha invitato a casa sua per la notte. L'incontro è avvenuto solo pochi minuti prima.

Durante il suo percorso, ha avuto modo di conoscere persone interessanti. È stato ospite di due giovani. Loro vendono libri usati spostandosi in bicicletta. Hanno discusso di autori italiani come Umberto Eco e Luigi Pirandello. L'artigianato locale è molto diffuso. Molti creano oggetti per mantenersi. A Panimavida, ha visto persone lavorare il cemento. Creavano sottovasi e altri articoli. Altri realizzavano fermacapelli e collane. Usavano crini di cavallo per creare accessori colorati.

Dal deserto alla vegetazione rigogliosa

Dopo l'aridità del deserto, Nicolò si è trovato di fronte a scenari completamente diversi. Le frequenti piogge nel sud del continente rendono la vegetazione lussureggiante. La natura offre una varietà sorprendente. «Questa terra è ricca di parchi nazionali», ha spiegato Nicolò. Ha menzionato il parco 7 Tazas. Questo parco include un sistema di cascate con sette bacini d'acqua collegati. È un luogo definito «bellissimo».

Dopo essere stato ospitato da un guardaboschi, ha proseguito verso il parco nazionale del vulcano Antuco. Una forte nevicata lo ha però costretto a cambiare rotta. Ha percorso il circuito dei 7 laghi. Questa zona è una rinomata località turistica in estate. In inverno, però, è nota per le abbondanti precipitazioni.

Sfide e accoglienza nel sud del Cile

«Ho preso un sacco di pioggia», ha confessato Nicolò. La difficoltà maggiore in questa fase era riuscire ad asciugarsi. Non poteva dormire in tenda. Anche in queste condizioni, ha trovato molta ospitalità. Le famiglie del posto lo hanno accolto nelle loro abitazioni. La sua determinazione lo ha portato a superare gli ostacoli.

Ha visitato il villaggio di Neltume. Qui si trova un museo dedicato alla repressione. Racconta la storia della popolazione locale. Questa subì il regime di Pinochet. Ha camminato sul bordo del cratere del vulcano Chaiten. Questo vulcano eruttò nel 2008. Causò l'evacuazione di molti residenti. Successivamente, Nicolò è arrivato a Puerto Montt. Ha così concluso la seconda parte del suo attraversamento del Sud America.

Prossima tappa: Ushuaia e l'Australia

«Il mio prossimo obiettivo è Ushuaia, nella Terra del Fuoco», ha dichiarato Nicolò. Questa città è situata «alla fine del mondo». Da lì, pianifica il trasferimento in Australia. Lì continuerà il suo viaggio a piedi. Dopo essere partito da San Tomio, aver attraversato Francia e Spagna, e aver superato l'Atlantico, sta per concludere la sua avventura americana. Dopo l'Australia, l'Asia lo attende. Percorrerà Malesia, Thailandia, India, Cina, Iran, Turchia e Grecia. Infine, il ritorno a casa.

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