La Liguria vede un aumento della popolazione straniera più marcato rispetto al resto d'Italia, grazie a un saldo migratorio positivo che contrasta il calo demografico naturale. I dati evidenziano una crescita del 5,6% in un anno.
Popolazione ligure in aumento grazie agli stranieri
Per la prima volta, la popolazione della Liguria, nota per essere la regione più anziana d'Italia, non ha registrato un calo. L'aumento, seppur modesto, è attribuito al saldo migratorio positivo. Questo dato emerge dal Dossier Statistico immigrazione 2026, elaborato dal centro studi Idos.
Il bilancio migratorio ha visto un incremento di circa 15.000 persone. Contemporaneamente, il calo naturale della popolazione è stato di circa 13.000 unità. Questo equilibrio ha permesso di invertire la tendenza demografica negativa.
L'analisi statistica rivela che la presenza straniera in Liguria sta crescendo a un ritmo più sostenuto rispetto al resto del Paese. Si è registrato un aumento del 5,6% in un solo anno.
Questo dato è significativamente superiore alla media del 3,5% osservata nel Nord-Ovest e a livello nazionale. La Liguria si distingue quindi per una dinamica migratoria più vivace.
Stranieri residenti: numeri e provenienze
Attualmente, gli stranieri residenti in Liguria superano le 172.000 unità. Questa cifra rappresenta l'11,4% della popolazione totale della regione. La maggior parte di questi residenti si concentra nella città di Genova, dove risiede il 53% del totale.
Seguono, in termini di concentrazione, le province di Imperia, Savona e La Spezia. Queste aree accolgono una quota significativa della popolazione straniera.
Si osserva tuttavia una tendenza al calo della natalità anche tra la popolazione straniera. Il tasso di natalità è sceso da 14 a 11 nati ogni mille residenti in un decennio. Nonostante questa diminuzione, rimane comunque più del doppio rispetto alla natalità degli italiani.
Le nazionalità più rappresentate includono albanesi (oltre 21.000 residenti, con un aumento del 3,1%), rumeni (19.771, con un calo del 4,3%), marocchini (15.538, in crescita del 3,1%) ed ecuadoriani (13.623, con un aumento dello 0,3%).
Negli ultimi tempi, si nota una forte crescita di altre nazionalità. Tra queste spiccano i bangladesi (+13,3%), gli ucraini (+11,5%), gli egiziani (+17,8%), i tunisini (+16,3%) e i peruviani (+16,2%).
Lavoro e istruzione: sfide e opportunità
Nel mercato del lavoro, la quota di stranieri impiegati in lavori non qualificati è diminuita. È passata dal 23% al 17,6%. Tuttavia, solo l'11,9% degli stranieri occupa posizioni qualificate.
Questo dato contrasta nettamente con la percentuale degli italiani in lavori qualificati, che si attesta al 38,9%. La differenza evidenzia un divario nelle opportunità professionali.
Sul fronte scolastico, si registra un aumento costante degli studenti stranieri. Negli ultimi dieci anni, la loro presenza è cresciuta del 33%. Attualmente, rappresentano il 17,4% del totale degli studenti.
Questa percentuale è nettamente superiore alla media nazionale, che si attesta all'11,9%. Un dato interessante è che il 58,3% di questi studenti è nato in Italia, indicando un processo di integrazione consolidato.
Si nota anche un incremento degli studenti stranieri che scelgono i licei, con un aumento del 4,8%. Questo suggerisce una maggiore aspirazione verso percorsi di studio superiori.
L'assessora al Welfare, Cristina Lodi, ha commentato i dati: «I dati ci confermano che non c'è nessuna emergenza». Ha sottolineato l'importanza di concentrarsi sulla «povertà educativa, lavorativa e di vita che i migranti hanno». Ha inoltre evidenziato la necessità di «fare rete tra istituzioni, associazioni e realtà che se ne occupano» per affrontare queste sfide.