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La Sardegna si colloca terzultima in Italia per produttività economica, con un valore aggiunto per ora lavorata significativamente inferiore alla media nazionale. Il divario, strutturale e diffuso in tutti i settori, evidenzia criticità legate a dimensioni aziendali ridotte, scarsa innovazione e difficoltà nel trattenere talenti. Cagliari emerge come unica provincia isolana tra le prime 50 a livello nazionale per competitività territoriale.

Produttività economica sarda sotto la media nazionale

La Sardegna registra una produttività economica molto bassa. Il valore aggiunto per ora lavorata si attesta a 34,8 euro. Questo dato è inferiore alla media nazionale, che raggiunge i 43,2 euro. Il divario è profondo e interessa ogni comparto produttivo dell'isola. Queste sono le conclusioni di un'analisi condotta dal Centro Studi di CNA Sardegna. Il report si intitola «Analisi del sistema produttivo della Sardegna: il problema della bassa produttività».

Per anni, settori come edilizia e turismo hanno mascherato questo ritardo. Tuttavia, un rallentamento economico fa emergere con forza il problema. Il divario con il resto del Paese rischia di ampliarsi ulteriormente. Le cause sono molteplici e interconnesse. Le imprese sono spesso troppo piccole e con capitali insufficienti. L'innovazione e la digitalizzazione procedono a rilento. Si fatica a formare e trattenere personale qualificato. Il credito è costoso e l'accesso ai mercati internazionali è limitato. Inoltre, le aree interne soffrono di spopolamento.

Per invertire la rotta, è necessario un impegno congiunto. Serve un «patto per la produttività». Questo accordo dovrebbe supportare le piccole e micro imprese nella loro crescita dimensionale. Dovrebbe incentivare le aggregazioni tra aziende. Fondamentale sarà il sostegno all'innovazione e al trasferimento tecnologico. Bisogna investire in competenze e nei giovani. Infine, è cruciale rendere il credito più accessibile.

Cagliari unica provincia sarda tra le prime 50 per competitività

L'indice di competitività territoriale analizza 107 province italiane. In questa classifica, Cagliari si posiziona al 34esimo posto. La capitale sarda ha guadagnato sette posizioni rispetto al 2019. È l'unica provincia del Mezzogiorno a rientrare tra le prime 50. Questo dato emerge dal report Cresme. Al contrario, le altre province sarde mostrano un andamento negativo. Sassari scende al 75esimo posto, perdendo 14 posizioni rispetto al 2019. Nuoro si trova all'82esimo posto. Oristano è al 97esimo posto. La provincia del Sud Sardegna chiude la classifica isolana al 106esimo posto.

Cagliari eccelle in particolare per l'innovazione. Ottiene buoni risultati anche nella dotazione infrastrutturale e nell'accessibilità. Tuttavia, tutte le province sarde risentono di una scarsa vitalità demografica. Nuoro, Oristano e Sud Sardegna sono tra le ultime in Italia per questo indicatore. La CNA sottolinea come questo sia un freno importante allo sviluppo.

Concentrazione di risorse e declino delle aree interne

Le risorse economiche e umane tendono a concentrarsi a Cagliari e nella sua area metropolitana. Questo fenomeno accelera il declino delle aree interne e delle province meno accessibili. La disparità territoriale si accentua. Anche il settore turistico mostra criticità. Le strutture ricettive registrano un'occupazione massima per periodi molto brevi. A Sassari, la capacità massima viene sfruttata per meno di due mesi all'anno. A Nuoro e nel Sud Sardegna, questo dato scende a circa 65 giorni. A Oristano, si registrano solo 63 giorni di piena occupazione.

Questi dati evidenziano la fragilità del sistema economico sardo. La bassa produttività generale si riflette anche nei settori che dovrebbero trainare l'economia. La dipendenza da settori stagionali come il turismo, senza un adeguato supporto all'innovazione e alla diversificazione, rende l'isola vulnerabile. La concentrazione di investimenti e opportunità solo in alcune aree crea squilibri difficili da colmare.

Le cause di questa situazione sono complesse e richiedono interventi strutturali. La CNA Sardegna sollecita azioni concrete per sostenere le imprese. L'obiettivo è migliorare la competitività e creare un futuro più prospero per tutta l'isola. La sfida è trasformare le debolezze in punti di forza, promuovendo un modello di sviluppo più equilibrato e sostenibile.

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