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La Sardegna presenta la più alta incidenza di disabilità grave in Italia, pari al 7,7%, superando la media nazionale. Il dato emerge dal 3° Rapporto sulla Disabilità in Sardegna, che evidenzia sfide legate all'invecchiamento e alla povertà.

Disabilità grave in Sardegna: dati allarmanti dal rapporto Ierfop

La Sardegna si posiziona come la regione italiana con il più elevato tasso di disabilità grave. Si attesta al 7,7%, un valore significativamente superiore alla media nazionale del 5%. Oltre 120mila residenti nell'isola convivono con limitazioni funzionali serie. La percentuale aumenta drasticamente tra gli over 75, raggiungendo il 27,3%.

Questi dati preoccupanti sono stati presentati dal centro di ricerca e formazione Ierfop, guidato da Roberto Pili. L'ente ha lanciato un allarme riguardo all'invecchiamento della popolazione, alla povertà e alla fragilità sociale nell'isola. La presentazione è avvenuta a Sassari, presso la Fondazione di Sardegna.

All'incontro hanno partecipato figure istituzionali e rappresentanti del terzo settore. Tra questi, la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, Roberto Pili, il sindaco di Sassari Giuseppe Mascia, Giacomo Spissu della Fondazione Sardegna, Bachisio Zolo, presidente regionale Uici, e Donatella Petretto, delegata del Rettore dell'Università di Cagliari per le disabilità.

Inclusione sociale: un indicatore di democrazia e sostenibilità

L'evento ha favorito un confronto costruttivo tra istituzioni, mondo della ricerca e organizzazioni del terzo settore. È emerso un messaggio unitario: la disabilità non è più una problematica circoscritta al solo ambito del welfare. Diventa invece un indicatore cruciale della capacità di una società di essere inclusiva, sostenibile e democratica.

Il rapporto, frutto di un lavoro scientifico curato da Chain Factory, una spin-off dell'Università di Cagliari coordinata da Alessandro Spano, rivela dati critici sull'occupazione. Il tasso di impiego per le persone con disabilità grave si ferma all'8,6%. Questo dato è meno della metà rispetto a quello registrato nel Nord Italia.

Sul fronte della vulnerabilità economica, il 42,1% delle persone con limitazioni gravi affronta il rischio di povertà o esclusione sociale. La percentuale scende al 25,9% per chi non presenta tali limitazioni.

Donne con disabilità: una doppia fragilità da affrontare

Le donne nell'isola mostrano un'incidenza di disabilità grave pari all'8,6%. Questo dato si colloca tra i più alti a livello nazionale. Viene definita una «doppia fragilità», derivante dall'intersezione tra disabilità e disuguaglianze socio-economiche.

Roberto Pili ha sottolineato la gravità della situazione, definendo la disabilità in Sardegna con «proporzioni epidemiche». Ha evidenziato l'urgenza di strutturare una medicina di prossimità capillare. Tale approccio dovrebbe mirare alla prevenzione efficace delle cronicità per evitarne la degenerazione in condizioni invalidanti e contenerne l'evoluzione.

«Questo approccio clinico», ha aggiunto Pili, «deve procedere di pari passo con l'impegno a garantire ambienti di vita e di lavoro realmente accessibili e inclusivi. Superiamo quando possibile il welfare meramente assistenziale abbracciando con convinzione il modello proattivo centrato sul 'progetto di vita'».

Domande e risposte sulla disabilità in Sardegna

Qual è l'incidenza della disabilità grave in Sardegna rispetto alla media nazionale?

La Sardegna registra un'incidenza di disabilità grave del 7,7%, che supera la media nazionale del 5%.

Quali sono i principali problemi evidenziati dal rapporto sulla disabilità in Sardegna?

Il rapporto evidenzia problemi legati all'invecchiamento della popolazione, alla povertà, alla fragilità sociale, a un basso tasso di occupazione per le persone con disabilità grave e a una vulnerabilità economica accentuata, specialmente per le donne.

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