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Il calciatore del Cagliari, Yael Trepy, ha ottenuto il permesso dai medici per ricominciare ad allenarsi dopo un quasi fatale incidente in piscina. Il percorso di recupero è iniziato.

Recupero graduale per il giovane attaccante

Un mese fa, Yael Trepy era in pericolo di vita. Ha rischiato di annegare in una piscina privata vicino a Baja Sardinia. Ora, i medici hanno dato il loro consenso. Potrà riprendere gradualmente l'attività sportiva.

L'attaccante del Cagliari ha completato il suo ricovero. È stato all'ospedale di Arco, in Trentino. Successivamente, si è sottoposto a esami approfonditi. Questi sono avvenuti al Centro Cardiologico Monzino di Milano.

I risultati degli accertamenti sono stati positivi. Hanno confermato la possibilità di tornare all'attività agonistica. Questo segna un punto di svolta cruciale per il futuro sportivo del giovane atleta.

Il percorso di riatletizzazione è iniziato

Nei prossimi giorni, Trepy inizierà un percorso di riatletizzazione. Sarà un recupero progressivo. Ogni passo sarà attentamente valutato dai medici. Si monitoreranno le sue risposte e i suoi progressi.

Non è ancora possibile definire una data precisa per il suo ritorno in campo. La prudenza è massima. Tuttavia, l'approvazione medica è un segnale molto incoraggiante. Conferma che Trepy potrà continuare la sua carriera da calciatore.

Questo via libera rappresenta una vittoria importante. Segna la fine di un periodo di grande apprensione per il giocatore e per la squadra.

L'incidente e il difficile percorso di recupero

Pochi giorni prima dell'incidente, Trepy aveva giocato da titolare. Era stato schierato nella partita di Coppa Italia contro l'Arezzo. Il 16 agosto, durante le ultime ore di vacanza, ha avuto un malore.

Stava nuotando in piscina. Potrebbe essere scivolato o aver perso l'equilibrio. È finito nella parte più profonda. In pochi istanti, si è trovato in grave difficoltà. La situazione ha richiesto un intervento immediato.

I soccorsi del 118 sono arrivati rapidamente. L'attaccante, intubato, è stato trasportato in elisoccorso a Sassari. È stato ricoverato in terapia intensiva all'ospedale SS. Annunziata.

Il bollettino medico confermava un principio di annegamento. La Tac toracica ha rivelato la presenza di liquidi nei polmoni. Questo rendeva difficile la respirazione e lo scambio di ossigeno.

Per stabilizzarlo, i medici lo hanno indotto in coma farmacologico. Era costantemente monitorato. Gli esami successivi hanno escluso danni cerebrali o cardiologici. Questo ha permesso un miglioramento quasi quotidiano.

Dopo aver lasciato la terapia intensiva, è stato dimesso. È stato trasferito in Trentino. Ora, da Milano, è arrivato il fondamentale via libera dei medici. La sua carriera calcistica può proseguire.

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