Un innovativo sistema di intelligenza artificiale, sviluppato a Sassari, promette di rivoluzionare la diagnosi precoce dei tumori del cavo orale. La tecnologia analizza immagini per individuare lesioni sospette, supportando medici e odontoiatri.
Intelligenza artificiale al servizio della salute orale
Un nuovo studio internazionale, guidato dall'Università di Sassari, esplora l'uso dell'intelligenza artificiale (IA). L'obiettivo è assistere medici e odontoiatri nell'identificazione tempestiva di lesioni sospette nella bocca. Questo approccio mira a velocizzare l'invio dei pazienti a visite specialistiche.
La ricerca è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista Otolaryngology-Head and Neck Surgery. Essa rappresenta l'organo ufficiale dell'American Academy of Otolaryngology-Head and Neck Surgery Foundation. Il lavoro scientifico si intitola "Image-Based Diagnosis of Oral Lesions: Performance of a Vision-Language Model versus Human Clinicians".
Lo studio ha messo alla prova un sistema avanzato di IA multimodale. Questo modello, basato su Gemini 2.5 Pro, è stato specificamente addestrato per analizzare immagini di lesioni della mucosa orale. L'intelligenza artificiale dimostra notevoli capacità in questo campo.
Un progetto finanziato dal PNRR
Questa ricerca è frutto degli investimenti dell'Università degli Studi di Sassari e dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari. Fa parte del progetto e.INS - Ecosystem of Innovation for Next Generation Sardinia. In particolare, si inserisce nello Spoke 01, dedicato alla medicina preventiva.
Lo Spoke 01 si concentra su genomica, innovazione digitale e telemedicina. L'Università di Sassari è il soggetto esecutore e leader di questo importante ramo. Il programma riceve finanziamenti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Le risorse provengono dall'Unione Europea, attraverso NextGenerationEU. Un altro progetto correlato è Telemaco-S. Nato dalla collaborazione tra Università e AOU di Sassari, si focalizza su telemedicina e medicina di precisione.
Risultati promettenti da studio multicentrico
Lo studio ha coinvolto un campione di 350 pazienti. La ricerca è stata condotta in modo prospettico e multicentrico. Ha visto la partecipazione di 20 centri universitari e ospedalieri distribuiti in diversi paesi. Tra questi figurano Italia, Belgio, Francia, Spagna e Israele.
Le diagnosi delle lesioni sono state confermate tramite esame istologico. Questo metodo è stato utilizzato come standard di riferimento per valutare l'accuratezza del sistema IA. I risultati preliminari sono molto incoraggianti per la sanità.
L'accuratezza complessiva del sistema IA nel distinguere lesioni maligne da quelle benigne ha raggiunto il 97,1%. Questo dato sottolinea il potenziale della tecnologia nell'ambito diagnostico.
Il futuro dell'IA nella diagnosi medica
La prospettiva futura è di integrare questi strumenti IA nei percorsi di telemedicina. Saranno utilizzati anche nel triage territoriale, dopo ulteriori validazioni. L'obiettivo è offrire un supporto concreto ai professionisti sanitari.
È importante sottolineare che l'IA non è pensata per sostituire il medico. Piuttosto, si configura come uno strumento aggiuntivo. La sua funzione è quella di potenziare le capacità diagnostiche e decisionali dei clinici.
Questo approccio innovativo promette di migliorare l'efficacia delle cure e la tempestività degli interventi. La collaborazione tra ricerca universitaria e strutture ospedaliere è fondamentale per tali progressi.