L'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Sardegna (Arpas) si appresta a un importante rinnovamento dopo vent'anni dalla sua istituzione. Previsti cambiamenti organizzativi, una nuova sede e l'introduzione di un'Area Mare, per potenziare il monitoraggio ambientale.
Arpas: vent'anni di attività e un futuro di rinnovamento
L'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Sardegna, conosciuta come Arpas, sta per subire una trasformazione significativa. Fondata nel 2006, l'agenzia compie vent'anni di attività. Il suo ruolo è cruciale nel garantire la qualità dell'ambiente sardo. L'Arpas si occupa di monitorare acqua, suolo e aria. L'agenzia conta circa 360 dipendenti. Tra questi, ci sono 20 biologi appena stabilizzati. Sono presenti anche 23 dirigenti.
La direttrice generale, Nicoletta Vannina Ornano, guida l'agenzia dal 2024. Lei è entrata nell'Arpas nel gennaio 2015. Per quasi nove anni ha ricoperto il ruolo di direttrice amministrativa. Ha seguito da vicino il passaggio contrattuale dei dipendenti. Questo passaggio dalla sanità al sistema Regione è avvenuto nel 2021. Una legge regionale ha sancito questo cambiamento. Ora, un provvedimento simile è in preparazione per la riorganizzazione interna.
Una proposta di modifica della legge istitutiva del 2006 è attualmente all'esame dell'ufficio legislativo dell'assessorato regionale. Questa proposta introduce anche una nuova Area Mare. Questo dimostra l'intenzione di ampliare e migliorare le competenze dell'agenzia. L'obiettivo è rispondere meglio alle sfide ambientali attuali.
Nuova struttura e compiti dell'agenzia regionale
Attualmente, l'Arpas è strutturata con una direzione generale. Ci sono poi tre direzioni d'area. Queste includono l'amministrazione, la parte tecnico-scientifica e i laboratori. La direttrice Ornano ha istituito quest'ultima. L'agenzia dispone anche di cinque dipartimenti territoriali. Questi si trovano a Sassari, Nuoro, Oristano, Portoscuso e Cagliari. Esistono inoltre due dipartimenti specialistici. Si occupano di meteoclimatica e di problematiche idrogeologiche.
I compiti principali dell'Arpas sono molteplici. L'agenzia controlla le pressioni ambientali su acqua, suolo e aria. Monitora costantemente la loro qualità. I biologi naturalisti dell'agenzia svolgono i campionamenti necessari. Da aprile a ottobre, vengono verificate circa 700 stazioni di balneazione. Se vengono superati i limiti di legge, ad esempio per la presenza di batteri fecali, i Comuni vengono avvisati. Questi ultimi possono quindi vietare la balneazione.
L'Arpas analizza quotidianamente le acque potabili di tutta la Sardegna. Ispeziona le aziende, anche senza preavviso. Può intervenire anche su mandato della Procura. L'agenzia è reperibile per gestire emergenze ambientali. Un esempio recente è stato l'incendio di un cantiere nautico a Olbia.
Impegno per il clima e supporto alle istituzioni
L'Arpas è attivamente coinvolta anche nelle scuole. Organizza laboratori di educazione ambientale e sulla sostenibilità. Un focus particolare è posto sul cambiamento climatico. Questo fenomeno, come sottolinea la direttrice Ornano, influenza ormai tutte le attività dell'agenzia. Le previsioni meteo per la Protezione civile si basano sui dati Arpas. Questo è stato evidente in occasione del ciclone Harry.
L'agenzia fornisce supporto all'agricoltura, specialmente sull'uso dell'acqua. Esprime pareri tecnici su grandi opere infrastrutturali. L'Arpas sta lavorando per rendere i dati ambientali aperti e accessibili a tutti. Questi dati sono disponibili anche sulla Piattaforma digitale nazionale. Da dicembre 2025, è disponibile un'app meteo sviluppata dall'agenzia. L'estate appena trascorsa ha visto l'Arpas certificare il record di 48,5 gradi registrato a Orani (Nuoro).
Tra le priorità gestite dalla direttrice Ornano fin dal suo insediamento, vi è stata la gestione del cambio contrattuale dei dipendenti. Questo è avvenuto senza interrompere le attività operative. Anche la riorganizzazione dei laboratori è stata fondamentale. Qui confluiscono tutti i campioni raccolti sul territorio. Circa 70 persone lavorano nei laboratori di Cagliari, Sassari e nel Sulcis.
L'agenzia punta sulla specializzazione dei suoi laboratori. Il laboratorio del Sulcis, ad esempio, si occuperà di indagini chimiche. Sono previsti investimenti per circa 700 mila euro. Questi fondi serviranno per acquistare nuove strumentazioni. Saranno utilizzate per rilevare inquinanti emergenti, come i Pfas e i fitosanitari.
Accesso ai cittadini e futuro trasloco
I cittadini possono contattare direttamente l'Arpas tramite l'Ufficio relazioni con il pubblico (Urp). La direttrice Ornano precisa che l'Arpas è un ente strumentale. Le segnalazioni dei cittadini vengono inoltrate agli enti competenti, solitamente i Comuni. L'agenzia interviene su richiesta di questi ultimi. In un anno, le segnalazioni scritte all'Ufficio sono aumentate del 40%. Hanno raggiunto circa 800 comunicazioni.
Sul sito web dell'Agenzia sono disponibili Faq aggiornate. Queste forniscono indicazioni utili. Ad esempio, spiegano cosa fare in caso di ritrovamento di amianto. Nel prossimo futuro, l'Arpas dovrà adeguare la propria organizzazione alla normativa regionale di riferimento. Si tratta della legge 31 del 1998. Questa legge disciplina il funzionamento degli uffici della Regione Sardegna.
Un altro cambiamento imminente è il trasloco. L'agenzia si sposterà dalla sua attuale sede in via Contivecchi a Cagliari. I nuovi uffici si trovano in via Posada. Questo trasferimento segna un nuovo capitolo per l'Arpas. Segue vent'anni di attività e prepara l'agenzia alle sfide future.