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Nuove truffe nel Fermano: finti operatori bancari e dell'Agenzia delle Entrate sottraggono denaro. Quattro persone denunciate dai Carabinieri per frode e riciclaggio.

Finti operatori bancari rubano oltre 26mila euro

Due individui sono stati denunciati a Sant'Elpidio a Mare. Hanno agito fingendosi impiegati di una banca locale. Utilizzando la tecnica dello "spoofing telefonico", hanno ingannato una vittima. L'obiettivo era un presunto aggiornamento della sicurezza dell'app bancaria. Sono riusciti a sottrarre più di 26mila euro dal conto aziendale. Il denaro è stato poi trasferito su conti italiani e successivamente deviato all'estero.

Truffe fiscali: finti funzionari dell'Agenzia delle Entrate

A Montegiorgio, un uomo di 47 anni e una donna di 32 anni sono stati denunciati. Si sono spacciati per funzionari dell'Agenzia delle Entrate. Hanno inviato comunicazioni fraudolente alla vittima. L'intento era farle credere di dover saldare debiti fiscali inesistenti. La vittima ha effettuato un primo bonifico di circa 350 euro. Il denaro era destinato a un conto riconducibile al 47enne, che è poi sparito. Successivamente, è arrivata una richiesta di pagamento su un conto legato alla 32enne. La vittima si è insospettita e ha sporto denuncia ai Carabinieri.

Indagini e tecniche di frode nel Fermano

Le indagini sono scaturite dalle denunce dei cittadini truffati. I Carabinieri della Compagnia di Fermo hanno condotto accertamenti complessi. Sono stati utilizzati strumenti bancari e telematici. La truffa bancaria ha visto il coinvolgimento di un 20enne e un 64enne. Entrambi sono stati denunciati per truffa e riciclaggio in concorso. La truffa fiscale ha portato alla denuncia del 47enne e della 32enne straniera. La donna è stata accusata di tentata truffa in concorso. Le somme sottratte sono state recuperate in parte grazie alla tempestività delle segnalazioni.

Prevenzione e consigli contro le truffe

Le autorità invitano alla massima cautela. È fondamentale non fornire mai dati sensibili al telefono. Non cliccare su link sospetti ricevuti via email o SMS. Le banche e gli enti pubblici non chiedono mai informazioni riservate tramite telefono o messaggi. In caso di dubbi, è sempre meglio interrompere la comunicazione. Si consiglia di contattare direttamente l'istituto di credito o l'ente di riferimento tramite i canali ufficiali. La consapevolezza e la prudenza sono le armi migliori contro questi reati.

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