Maxi operazione contro i furti in casa
Ancona e Francavilla al Mare sono state teatro di un'importante operazione dei Carabinieri. Il Nucleo Operativo e Radiomobile di Osimo ha arrestato tre uomini di nazionalità albanese. L'operazione è scattata in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare.
I fermati sono accusati di aver messo a segno ben 20 furti in abitazione. Le indagini hanno permesso di scoprire un'attività criminale estesa tra le Marche e l'Abruzzo. I tre uomini sono stati arrestati tra Roma e Francavilla al Mare.
Le indagini partite da un furto
L'inchiesta ha avuto origine da un furto in un'abitazione di Osimo, avvenuto nella notte del 14 aprile. In quell'occasione, i tre sospettati furono fermati e perquisiti presso il casello autostradale di Loreto.
Durante il controllo, i Carabinieri trovarono addosso ai fermati una fede nuziale, un ferma-banconote d'oro e circa 2.090 euro in contanti. Il denaro e gli oggetti rinvenuti erano provento di un furto con effrazione commesso poco prima a Osimo.
Le successive indagini, coordinate dalla Procura di Ancona, hanno permesso di identificare l'auto utilizzata dal gruppo. Questo ha portato alla raccolta di prove per altri 19 episodi di furto in abitazione. I reati contestati includono 16 furti consumati e 3 tentativi.
Un modus operandi consolidato
I furti sono stati commessi tra gennaio e aprile. Le località interessate dalle azioni predatorie sono state Osimo, Sant’Elpidio a Mare, Recanati e Montecosaro. Il gruppo operava seguendo un preciso schema.
Il loro metodo era caratterizzato dal cosiddetto «pendolarismo criminale». I tre si spostavano da Silvi Marina, in provincia di Teramo, a bordo della stessa autovettura. Raggiungevano la zona prescelta per agire durante la notte.
Le effrazioni avvenivano forando una finestra o forzando gli infissi. I proprietari delle abitazioni venivano sorpresi nel sonno. Dopo aver compiuto il furto, il gruppo rientrava rapidamente in Abruzzo.
Ruoli definiti e ingente refurtiva
I ruoli all'interno del sodalizio criminale erano ben distinti. Due degli arrestati erano gli esecutori materiali dei furti. Il terzo individuo aveva il compito di guidare l'auto, trasportando i complici e recuperandoli dopo i colpi.
La refurtiva recuperata ammonta a circa 5.000 euro in contanti. A questa cifra si aggiungono gioielli in oro e argento per un valore stimato di circa 50.000 euro. Non sono stati quantificati i danni arrecati alle abitazioni a seguito delle effrazioni.
Custodia cautelare e pericolosità
Il Giudice per le Indagini Preliminari di Ancona ha accolto le richieste della Procura. Ha disposto la custodia cautelare agli arresti domiciliari per i tre uomini, di età compresa tra i 36 e i 48 anni. A due di loro è stato applicato il braccialetto elettronico.
Due degli arrestati avevano già precedenti penali. Uno di loro era noto alle forze dell'ordine anche per reati specifici. Il Gip ha sottolineato la pericolosità del gruppo, evidenziando come i furti fossero la principale fonte di sostentamento economico.
Il provvedimento restrittivo è una misura cautelare in fase di indagine preliminare. I destinatari sono considerati innocenti fino a sentenza definitiva. Il provvedimento è soggetto ad impugnazione.
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