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Un flashmob a Santa Teresa di Riva commemora il 31 marzo Lorena Quaranta e Sara Campanella, vittime di femminicidio. L'evento mira a trasformare una coincidenza temporale in memoria collettiva contro la violenza di genere.

Commemorazione a Santa Teresa di Riva

Il 31 marzo assume un significato profondo nel territorio messinese. Questa data, a distanza di anni, unisce le tragiche vicende di Lorena Quaranta e Sara Campanella. Entrambe hanno visto le loro vite spezzate dalla violenza, ma ora sono accomunate da un giorno che le riporta alla memoria collettiva.

L'associazione “Al Tuo Fianco”, in sinergia con il Comune di Santa Teresa di Riva, ha organizzato un flashmob. L'obiettivo è dare voce pubblica a un dolore che rischia di perdersi nella cronaca quotidiana. La coincidenza di queste due ricorrenze in uno stesso giorno crea un impatto emotivo notevole.

Il tempo, in queste circostanze, trascende la sua natura di semplice scansione di giorni. Diventa uno spazio dove la memoria si sedimenta e acquista una forma tangibile. Il 31 marzo si trasforma così in un punto d'incontro per la comunità. Una comunità che cerca di elaborare pubblicamente un lutto.

Lorena e Sara non hanno altri legami se non la violenza che ha posto fine alle loro esistenze. La data del 31 marzo le accomuna ora nel ricordo condiviso della regione. A conferma di questa triste realtà, un altro femminicidio si è verificato nel Messinese durante il mese di marzo: quello di Daniela Zinnanti. Questo evento sottolinea come la violenza di genere attraversi il tempo senza necessariamente legarsi a date specifiche.

Lorena Quaranta: una vita spezzata nel lockdown

Lorena Quaranta era una brillante studentessa di Medicina. Originaria di Favara, in provincia di Agrigento, si era trasferita a Furci Siculo, nel Messinese, per proseguire i suoi studi universitari. Viveva lì con il suo fidanzato, Antonino De Pace, un infermiere.

Il 31 marzo 2020, nel pieno della prima ondata pandemica, la sua vita venne brutalmente interrotta. Fu uccisa nella casa che condivideva con il compagno. Secondo quanto emerso dalle indagini e confermato dal processo, fu proprio De Pace a strangolarla, al termine di un violento litigio.

Fu lui stesso a contattare le forze dell'ordine dopo aver commesso l'omicidio. Il procedimento giudiziario si concluse con una condanna all'ergastolo per De Pace. La sentenza divenne definitiva dopo che la Corte di Cassazione respinse il suo ricorso.

Durante il dibattimento, venne ipotizzato che lo stress legato al periodo di lockdown per il Covid-19 potesse costituire un'attenuante. Questa tesi suscitò un'ondata di indignazione e un acceso dibattito pubblico. Tuttavia, nei successivi gradi di giudizio, tale ipotesi venne completamente superata.

Lorena era vicina alla laurea in Medicina. Il suo nome è diventato uno dei simboli più dolorosi della violenza domestica, un fenomeno che è emerso con drammatica evidenza proprio durante il periodo di isolamento forzato imposto dalla pandemia.

Sara Campanella: l'ultima lezione e il silenzio

Sara Campanella aveva soltanto 22 anni. Era una studentessa universitaria a Messina, piena di sogni e progetti per il futuro. Il 31 marzo 2025, la sua giovane vita fu stroncata da una serie di coltellate.

L'aggressione avvenne nei pressi del Policlinico universitario, poche ore dopo che Sara aveva partecipato a una lezione. L'assassino fu Stefano Argentino. Dopo aver commesso il terribile gesto, l'uomo si tolse la vita in carcere nell'agosto dello stesso anno, prima che il processo potesse iniziare.

Anche in questo caso, la vicenda giudiziaria non ha potuto concludersi con una sentenza definitiva. La famiglia di Sara, segnata da un dolore incommensurabile, ha deciso di trasformare il nome della loro figlia in un impegno civile concreto. Hanno fondato l'associazione “Sara Campanella Ets”, presentandola ufficialmente ai Cantieri Culturali della Zisa a Palermo.

Questa iniziativa rappresenta un modo per sottrarre la sua tragica storia alla dispersione della cronaca giornalistica. Mira a restituirla a una dimensione di memoria attiva e costruttiva. L'associazione si propone di creare una rete civile che dia forma al ricordo e promuova la prevenzione.

Una rete civile per dare forma al ricordo

Il flashmob, intitolato “Per non dimenticare… Lorena e Sara…”, nasce dalla volontà dell'Associazione “Al Tuo Fianco” e del Comune di Santa Teresa di Riva. Tuttavia, l'iniziativa si è rapidamente trasformata in un evento corale, capace di coinvolgere l'intero territorio.

Oltre all'associazione promotrice, hanno aderito numerose realtà locali. Tra queste figurano la Fidapa di Santa Teresa Valle d’Agrò e Taormina, i Lions Club di Santa Teresa di Riva e Roccalumera Quasimodo. Hanno partecipato anche le associazioni “L’incanto di Adriano”, “Conoscenza Circolare”, “Horizon” e “L’altra Metà”. Non è mancato il supporto della Croce Rossa Italiana.

Sono stati coinvolti attivamente anche gli istituti scolastici. Hanno aderito gli istituti comprensivi “Lionello Petri” di Santa Teresa di Riva e “R. Livatino” di Roccalumera. La partecipazione degli studenti è fondamentale per tramandare la memoria alle nuove generazioni.

Il momento pubblico sarà arricchito dalle performance delle scuole di danza locali. Si esibiranno il Centro Formazione Danza di Milena Freni, il Centro Danza e Fitness “Passione Danza” delle maestre Rita e Arabella Pugliatti, The Diamonds of Dance di Rachele Siligato e Michael Gianni, Academy The Queen’s e Perla Dance di Melissa Gulizia. L'arte della danza diventa un linguaggio per esprimere dolore e speranza.

A concludere gli interventi sarà l'avvocata Concetta La Torre, presidente del Centro Antiviolenza “Al Tuo Fianco”. Il suo intervento ribadirà il senso profondo dell'iniziativa: mantenere viva la memoria delle vittime. Sarà anche un'occasione per rafforzare la consapevolezza collettiva sulla violenza di genere. L'obiettivo è fare in modo che questo fenomeno non venga mai normalizzato.

All'evento sono attesi rappresentanti delle istituzioni locali e delle forze dell'ordine. Saranno presenti delegazioni della prefettura, della questura e dell'arma dei carabinieri, a testimonianza dell'importanza dell'iniziativa.

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