Carabinieri di Santa Maria la Fossa hanno sospeso un'azienda alimentare per irregolarità. Sette lavoratori in nero, otto quintali di prodotti sequestrati e sanzioni per oltre 35mila euro.
Operazione congiunta dei Carabinieri
Santa Maria la Fossa è stata teatro, nella giornata di ieri, di un'operazione di controllo mirata in un'azienda del settore alimentare. L'intervento ha visto la collaborazione della Stazione Carabinieri di Grazzanise, del Nucleo Ispettorato del Lavoro, del Nucleo Operativo Ecologico e dell'ASL locale.
L'obiettivo era contrastare il lavoro sommerso, tutelare la salute dei lavoratori e garantire la sicurezza alimentare e ambientale. L'ispezione ha portato alla luce diverse criticità.
Irregolarità nel settore lavorativo e sanitario
Durante le verifiche, sono stati identificati nove lavoratori. Di questi, sette operavano senza un regolare contratto di assunzione, configurando il reato di lavoro nero. Sono emerse anche presunte violazioni in materia di sicurezza sul lavoro.
Tra le mancanze riscontrate vi sono la mancata valutazione dei rischi aziendali, l'assenza di sorveglianza sanitaria per i dipendenti e la carenza di formazione specifica. Queste omissioni mettono a rischio la salute e l'incolumità dei lavoratori.
Sequestro di prodotti e sequestro penale di strutture
Particolare attenzione è stata dedicata alla tutela ambientale e alla sicurezza degli alimenti. Le autorità hanno disposto il sequestro penale di una vasca e di una tubazione utilizzate per lo smaltimento di reflui. Queste strutture immettevano liquidi in un canale irriguo, rappresentando un potenziale danno ambientale.
Sul fronte della sicurezza alimentare, sono stati sequestrati circa otto quintali di prodotti. Il motivo del sequestro risiede nelle contestazioni relative alla loro cattiva conservazione, che ne compromette la qualità e la sicurezza per il consumo.
Sanzioni e deferimenti all'autorità giudiziaria
Al termine delle operazioni, il legale rappresentante dell'azienda è stato deferito all'Autorità Giudiziaria. Le accuse riguardano violazioni ambientali, alimentari e lavoristiche. Un'altra persona è stata deferita per presunte violazioni delle norme sull'immigrazione.
Le irregolarità riscontrate hanno portato alla sospensione dell'attività imprenditoriale. Sono state contestate sanzioni amministrative per un totale di 35.580 euro, inclusa la maxi-sanzione per lavoro nero. A ciò si aggiungono ammende per 8.827,80 euro.
L'operazione rientra in una più ampia strategia di controllo congiunto tra le forze dell'ordine e gli enti competenti. L'obiettivo è prevenire il lavoro irregolare, tutelare la salute pubblica e proteggere l'ambiente.
Si precisa che i procedimenti sono nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità delle persone coinvolte sarà accertata in sede giudiziaria, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.