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La mostra "La verità nelle tracce" celebra oltre 120 anni di Polizia Scientifica a Santa Maria Capua Vetere. L'esposizione offre un viaggio multimediale attraverso le tecniche investigative e la loro evoluzione.

La mostra della Polizia di Stato a Santa Maria Capua Vetere

Una nuova esposizione dedicata alla Polizia Scientifica è stata inaugurata questa mattina. L'evento si è tenuto presso l'Aulario del Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università Vanvitelli. La mostra, intitolata "La verità nelle tracce. Oltre 120 anni di Polizia Scientifica", è promossa dalla Polizia di Stato. È stata ideata dal Gabinetto Regionale Polizia Scientifica Lombardia.

Un viaggio multimediale nella scienza investigativa

Questa esposizione è stata concepita come un percorso multimediale. Offre ai visitatori la possibilità di esplorare le attività della Polizia Scientifica. Attraverso suoni, testi e immagini, si può comprendere il lavoro specialistico. L'obiettivo è apprezzare le diverse discipline impiegate.

Il percorso si articola in sette sezioni distinte. Ogni ambiente è identificato da un colore specifico. Ogni colore rappresenta una disciplina investigativa. La mostra ripercorre la storia della Polizia Scientifica. Le sue origini risalgono al 1903. In quell'anno nacque la prima scuola dedicata. Fu fondata dal medico legale Salvatore Ottolenghi. Il racconto prosegue fino ai giorni nostri. Guarda anche alle future tecniche forensi.

La narrazione guidata da Gianluigi Nuzzi

La voce del giornalista Gianluigi Nuzzi guida i visitatori. Approfondisce ogni tema trattato. Svela i principi scientifici alla base delle indagini. Illustra i metodi di lavoro del comparto specialistico. È un percorso trasversale. Evidenzia le trasformazioni e i successi ottenuti. Copre oltre 120 anni di storia della Polizia Scientifica. Include racconti di eventi di cronaca significativi. Presenta testimonianze esclusive. Sono di chi ha operato sulla scena del crimine. Include anche chi ha condotto le indagini forensi. Viene citata la strage di Via Palestro a Milano.

La narrazione di Nuzzi accompagna il pubblico. Permette di passare dal generale al particolare. Simula un sopralluogo. Ogni elemento presente nell'ambiente viene analizzato. Sono presenti testi con immagini. Ci sono oggetti centrali e contenuti video.

Le origini: Salvatore Ottolenghi e il fotosegnalamento

Il percorso espositivo inizia con l'ambiente "Le origini". Qui si narra la fondazione della prima scuola di Polizia Scientifica. Fu opera di Salvatore Ottolenghi. Era un medico legale originario di Asti. Fu allievo di Cesare Lombroso. Ottolenghi sottolineò l'importanza di un metodo scientifico. Questo era necessario nel processo penale. Serviva per identificare imputati, arrestati e ricercati. Si basava anche sulla descrizione fisica delle persone.

In questa sezione è esposto il primo sistema di fotosegnalamento. È noto come le "gemelle Ellero".

L'identificazione dattiloscopica e le impronte digitali

Si prosegue nell'ambiente "L'impronta digitale". Questo spazio è caratterizzato dal colore cremisi. Affronta il tema dell'identificazione dattiloscopica. Viene spiegato cosa sono le impronte digitali. Si illustra quando si formano nell'utero. Si evidenzia la loro immutabilità nel tempo. Sono esposti cartellini fotodattiloscopici storici. È possibile toccare un'impronta digitale. È stata riprodotta con una stampante 3D.

Le riprese video e la documentazione di polizia

La stanza verde è intitolata "Le riprese video in ordine pubblico". Racconta il supporto fornito dalla Polizia Scientifica. La documentazione video è fondamentale. Viene utilizzata in contesti di Ordine Pubblico e Polizia Giudiziaria. In questo ambiente si illustrano le tecniche di ripresa. Si mostrano i mezzi utilizzati dagli operatori nel corso degli anni. Sono descritti gli strumenti per individuare i responsabili di reati.

La scena del crimine: tecniche e procedure

L'ambiente "La scena del crimine" è di colore giallo. È uno dei punti centrali della mostra. Spiega come si svolge un sopralluogo di polizia scientifica. Illustra le procedure di Qualità ISO 9001/2015. Queste sono applicate nei luoghi dove si sono verificati crimini. Si comprendono le tecniche e le competenze degli operatori. Garantiscono la raccolta delle tracce. Aiutano a individuare i responsabili. Permettono di ricostruire la dinamica dell'evento. In questa stanza si osserva il concetto di latenza delle tracce. Si vedono anche le tecniche di esaltazione delle stesse.