A San Severino Marche sono iniziati i lavori per abbattere un'ala del santuario di San Pacifico, costruita dopo la Seconda Guerra Mondiale. L'intervento fa parte del progetto di ricostruzione post-terremoto e mira a ripristinare l'aspetto storico originale del complesso religioso.
Demolizione ala santuario San Pacifico
Il 24 settembre, giorno dedicato a San Pacifico, sono cominciate le operazioni di demolizione. L'area interessata è un'ala del collegio annesso al santuario. Questa struttura era stata edificata nel secondo dopoguerra.
La benedizione dei lavori è stata impartita da padre Simone Giampieri, ministro provinciale dei frati minori. Questo momento segna l'avvio concreto del cantiere. Il progetto prevede la ricostruzione del complesso danneggiato dal sisma.
Restauro e recupero storico
L'abbattimento delle aggiunte del Novecento è una fase cruciale. Fa parte di un piano più ampio di restauro. Include anche il risanamento conservativo e il miglioramento sismico dell'edificio.
L'eliminazione di quest'ala permetterà di restituire uniformità all'impianto storico. La costruzione originale risale alla fine del Quattrocento. Il complesso nacque come eremo nel XII secolo.
I frati minori osservanti presero possesso del sito nel 1436. La costruzione del convento iniziò intorno al 1480. La facciata neoclassica, completata nel 1842, porta la firma dell'architetto locale Ireneo Aleandri. Gli interni furono poi ridisegnati da Venanzio Bigioli.
La figura di San Pacifico
San Pacifico, il cui vero nome era Carlo Antonio Divini, nacque proprio a San Severino Marche. Fu sacerdote e frate francescano. Dedicò la sua vita alla contemplazione, affrontando per 29 anni gravi infermità.
La sua figura è stata riconosciuta dalla Chiesa. Fu proclamato beato da Pio VI nel 1786. Successivamente, venne canonizzato da Gregorio XVI nel 1839.
Coordinamento e finanziamenti per la ricostruzione
Il cantiere segue un percorso unitario. Questo è stato definito dalla Cabina di coordinamento sisma. L'organo è guidato dal commissario straordinario Guido Castelli.
L'intervento è stato concordato con la Regione Marche e l'amministrazione comunale. Il sindaco è Rosa Piermattei. Il procedimento riunisce la ricostruzione dell'intero aggregato.
Si supera così la complessità legata alla proprietà mista. Questa coinvolge l'ente morale Provincia Picena San Giacomo della Marca e il Fondo edifici di culto. L'Ufficio speciale ricostruzione Marche coordina i lavori.
Per la sola chiesa erano già stati stanziati 3,25 milioni di euro. Questo dimostra l'importanza dell'intervento per la comunità locale e per la conservazione del patrimonio storico-religioso.