A San Giovanni Lupatoto, l'Anpi risponde al divieto del sindaco di intervenire alla commemorazione del 25 Aprile annunciando che canterà "Bella Ciao". La polemica accende il dibattito sulla memoria storica e la partecipazione democratica.
Anpi sfida il divieto del sindaco
Le tensioni a San Giovanni Lupatoto non si placano. L'Associazione nazionale partigiani d'Italia (Anpi) ha annunciato la sua partecipazione alla commemorazione ufficiale del 25 Aprile. La decisione arriva dopo il diniego del Comune alla richiesta di un intervento da parte dei rappresentanti dell'associazione. L'evento si terrà in piazza Umberto I. L'Anpi intende ribadire il significato della festa. Il presidente Roberto Ambrosini ha dichiarato che verranno distribuiti volantini. Sarà intonato anche il canto partigiano "Bella Ciao". L'obiettivo è sottolineare il ruolo dei partigiani. Hanno ridato dignità all'Italia. L'iniziativa mira a preservare la memoria storica.
Il Partito Democratico, all'opposizione, critica duramente la maggioranza. Il segretario locale Enrico Righetto definisce il divieto un "ennesimo veto". Lo considera un segnale di incapacità di dialogo. La festa della Liberazione appartiene a tutti. Non può essere ridotta a un monologo. L'amministrazione viene accusata di "sequestrare" il 25 Aprile. Si auspica che questo sia l'ultimo episodio simile. La cittadinanza è chiamata a riflettere. L'inclusività è un valore fondamentale.
Polemica sulla memoria e il cerimoniale
Il presidente dell'Anpi, Roberto Ambrosini, guida la sezione Verona Sud. Ha reso noto il rifiuto del Comune di San Giovanni Lupatoto. A differenza di altri enti locali, qui è stata negata la parola. La richiesta era di una breve riflessione sul 25 Aprile. Si voleva evidenziare il contributo dei partigiani. Ambrosini ha aggiunto che anche negli anni passati non è stato concesso spazio all'Anpi. I discorsi ufficiali hanno sempre evitato riferimenti espliciti alla resistenza. Questo atteggiamento solleva interrogativi. Riguardano la gestione della memoria collettiva. La storia della liberazione è un patrimonio comune.
Enrico Righetto, segretario del Pd locale, stigmatizza il veto. Sostiene che non si tratta di una questione di cerimoniale. È piuttosto un sintomo di chiusura al confronto. L'amministrazione comunale viene definita incapace di dialogare. Si critica la riduzione del 25 Aprile a un evento monolitico. Questo svuota la ricorrenza del suo valore partecipativo. Serve un'amministrazione inclusiva. Deve riconoscere la testimonianza storica. Soprattutto per le giovani generazioni. Righetto parla di "ennesima brutta figura". Prevede che il sindaco Gastaldello sarà "mandato a casa" alle prossime elezioni.
La replica dell'amministrazione comunale
Luisa Meroni, assessore al cerimoniale, replica alle accuse del Pd. Esprime rammarico per i toni polemici. Li definisce denigratori. Contraddicono i principi di dialogo dichiarati dal Pd. Riguardo al rapporto con i cittadini, Meroni ricorda il secondo mandato del sindaco Gastaldello. Ottenuto al primo turno. Il suo percorso è legittimato dal consenso. Non potrà ricandidarsi per limiti di legge. Sottolinea che il Pd non è riuscito a presentare una coalizione alle ultime elezioni. La critica del Pd viene quindi vista come strumentale. Non rappresentativa della volontà popolare.
Il sindaco Attilio Gastaldello interviene sulla questione. Accusa il Pd e l'Anpi di strumentalizzazione politica. Il 25 Aprile celebra la liberazione dall'occupazione nazifascista. È una festa nazionale. Non va ricondotta a logiche di parte. Ribadisce che la festa è aperta a tutti. Inclusa l'Anpi. L'amministrazione sostiene di voler celebrare l'evento in modo unitario. Senza divisioni ideologiche. La polemica evidenzia visioni diverse. Sulla gestione della memoria. E sul ruolo delle associazioni nella vita pubblica. La questione rimane aperta.
Domande frequenti sull'evento
Perché l'Anpi non può parlare alla commemorazione?
L'Anpi sostiene di aver ricevuto un diniego dal Comune di San Giovanni Lupatoto alla richiesta di intervento. L'amministrazione comunale giustifica la decisione con questioni di cerimoniale. Affermando che la commemorazione deve seguire un protocollo prestabilito. L'Anpi contesta questa motivazione. La considera un pretesto per escludere la loro voce.
Cosa farà l'Anpi per esprimere il proprio dissenso?
L'Anpi ha annunciato che parteciperà comunque alla cerimonia ufficiale. I membri distribuiranno volantini informativi. E intoneranno il canto "Bella Ciao". Questo gesto vuole essere un modo per ribadire il significato della Resistenza. E il ruolo dei partigiani nella liberazione dell'Italia. Vogliono così affermare la loro presenza e il loro messaggio.