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I comuni di Verona e provincia affrontano un aumento generalizzato dei costi che mette a rischio appalti, cantieri e servizi. Si valutano tagli alla spesa e aumenti delle tariffe per famiglie e contribuenti.

Appalti pubblici sotto pressione per l'aumento dei costi

L'incremento dei prezzi di energia, carburanti e materiali sta mettendo in crisi gli appalti pubblici. Questo fenomeno, definito «effetto valanga», rallenta i cantieri e aumenta i costi delle opere. Le amministrazioni comunali si trovano a dover scegliere tra il rinvio di manutenzioni, la riduzione degli investimenti o l'aumento delle tariffe per i cittadini.

L'associazione dei costruttori, Ance, ha lanciato l'allarme. Molti contratti stipulati mesi fa non reggono più l'impennata dei prezzi. Le imprese richiedono adeguamenti, ma i margini di manovra per i comuni sono spesso limitati. L'incertezza internazionale aggrava ulteriormente la situazione, rendendo difficile la pianificazione a medio termine.

Verona: timori per servizi e tariffe comunali

L'assessore al Bilancio di Verona, Michele Bertucco, conferma la preoccupazione per i nuovi rincari. Nel 2022, la crisi energetica aveva già causato un aumento di 12 milioni di euro per le bollette comunali. Le risorse sono state prudentemente accantonate per far fronte a rischi futuri. Si attendono richieste di revisione dei contratti da parte delle ditte appaltatrici.

Possibili ripercussioni si profilano per i trasporti urbani e scolastici, le rette degli asili nido e le mense. L'aumento dei costi di energia, carburanti e generi alimentari potrebbe tradursi in maggiori spese per gli utenti. Anche la Tari è sotto esame: entro il 30 aprile dovrà essere approvato il piano tariffario, valutando inevitabilmente i nuovi rincari.

«Si cercherà per quanto possibile di non aumentare le spese per i cittadini», ha dichiarato Bertucco, «ma la coperta è corta e potrebbe rendersi necessario recuperare risorse limando altrove».

Altri comuni alle prese con aumenti e ritardi

A Legnago, il sindaco Paolo Longhi parla di un déjà vu, ricordando le crisi passate. Non ci sono ancora richieste di rimodulazione degli appalti, ma il pericolo è concreto. Un esempio emblematico è il rifacimento di uno spogliatoio sportivo, il cui costo è raddoppiato in pochi anni.

A Villafranca, il problema più urgente riguarda le asfaltature. Le ditte segnalano un aumento dei costi del 15-20% rispetto alle gare d'appalto concluse a fine 2025. La bretella circonvallatoria, un'opera da 24 milioni di euro, potrebbe subire un aumento di 3 o 4 milioni.

A San Giovanni Lupatoto, il sindaco Attilio Gastaldello sottolinea la fortuna di aver concluso i lavori più significativi prima del peggioramento della situazione. Si punta ora al risparmio e all'accantonamento di risorse per coprire futuri ammanchi.

I primi tagli e le risorse statali in calo

A Negrar di Valpolicella, il sindaco Fausto Rossignoli conferma i primi tagli, in particolare al piano asfalti. Si registra un doppio problema: costi in aumento e fondi statali in calo, con il Pnrr concluso e altre risorse ridotte da Roma. Il nuovo prezzario regionale delle opere pubbliche annuncia ulteriori rialzi.

Il conto termico, un tempo fonte importante per l'ammodernamento degli impianti e il contenimento della spesa energetica, si è esaurito in poche settimane. Opere programmate, come la ristrutturazione delle scuole medie, subiranno ritardi, con la possibilità di realizzare solo la prima fase quest'anno.

A Sant’Ambrogio di Valpolicella, i ribassi di gara hanno finora compensato i rincari, permettendo di mantenere attivi i cantieri stradali. Tuttavia, si prevede che i nuovi lavori dovranno tenere conto degli aumenti.

Nuovi piani Tari e incertezze future

Il sindaco Roberto Zorzi avverte che a maggio saranno approvati i nuovi piani Tari, che probabilmente terranno conto dell'aumento dei costi per l'erogazione dei servizi. La riaccensione del riscaldamento, con l'avvicinarsi della stagione fredda, potrebbe non essere indolore se la situazione economica non migliorerà.

«Dal 2020 a oggi abbiamo attraversato una crisi dopo l'altra», ha commentato amaramente Zorzi, evidenziando la difficoltà delle amministrazioni nel gestire emergenze continue.

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