I lavoratori della Peg Perego di San Donà scenderanno in piazza lunedì 30 marzo per protestare contro la decisione aziendale di ridurre il personale. La protesta segue la conferma di 45 esuberi e il timore di spostamento delle linee produttive.
Vertenza Peg Perego: 45 esuberi confermati
La storica azienda Peg Perego ha ufficialmente comunicato la necessità di 45 esuberi. Questa cifra preoccupante riguarda la maggior parte dei 57 dipendenti attualmente impiegati nello stabilimento di San Donà. La decisione aziendale ha generato forte apprensione tra i lavoratori e i loro rappresentanti sindacali. La comunicazione è avvenuta durante un incontro tenutosi il 25 marzo. In tale occasione, è stato anche rinnovato il contratto di solidarietà. Questo accordo entrerà in vigore dal 1 aprile 2026 e si protrarrà fino al 22 settembre 2026. Il contratto di solidarietà mira a mitigare l'impatto degli esuberi, ma non risolve la questione di fondo. La preoccupazione principale riguarda il futuro dello stabilimento veneto. I timori sono legati a un possibile spostamento delle linee produttive verso la sede di Arcore, in provincia di Monza-Brianza. Questo scenario implicherebbe il trasferimento di 35 dipendenti dalla sede di San Donà. La prospettiva di una riduzione così drastica delle attività locali solleva interrogativi sulla sostenibilità a lungo termine del sito. La direzione aziendale ha confermato la volontà di procedere con la riorganizzazione. L'obiettivo dichiarato è quello di ottimizzare le risorse e le capacità produttive. Tuttavia, le modalità e le tempistiche di tale riorganizzazione rimangono fonte di grande incertezza. I sindacati hanno espresso forte disappunto per la mancanza di garanzie concrete. La loro richiesta principale è il mantenimento delle attuali linee di montaggio a San Donà. Si oppongono fermamente a qualsiasi trasferimento di attività verso Arcore. La loro posizione è chiara: «per noi nulla si deve muovere».
Corteo sindacale a San Donà per il futuro dell'azienda
In risposta alla comunicazione aziendale, i sindacati Fim Cisl e Fiom Cgil hanno organizzato una mobilitazione. Lunedì 30 marzo, i lavoratori della Peg Perego parteciperanno a un corteo. La manifestazione partirà dal luogo di lavoro e raggiungerà il municipio di San Donà. L'obiettivo è sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni locali sulla gravità della situazione. Si vuole esercitare pressione affinché vengano trovate soluzioni alternative alla chiusura o al ridimensionamento dello stabilimento. I sindacati intendono chiedere garanzie concrete sul futuro occupazionale. Vogliono che le linee di produzione rimangano saldamente ancorate al territorio sandonatese. La decisione di spostare le attività produttive ad Arcore è vista come un duro colpo per l'economia locale. Peg Perego rappresenta un'importante realtà industriale per la zona. La sua eventuale riduzione di attività potrebbe avere ripercussioni negative sull'occupazione e sull'indotto. Il corteo di lunedì vuole essere un segnale forte. I rappresentanti dei lavoratori desiderano che tutte le parti coinvolte prendano coscienza delle proprie responsabilità. Non si può minimizzare l'impatto di queste decisioni sul tessuto sociale ed economico. La manifestazione mira a ottenere un impegno concreto da parte dell'azienda e delle istituzioni. Si cerca una soluzione che tuteli i posti di lavoro e preservi la presenza produttiva a San Donà. I sindacati hanno ribadito la loro ferma opposizione a qualsiasi trasferimento di macchinari o linee di produzione. La loro speranza è che il dialogo possa portare a un ripensamento delle strategie aziendali. La mobilitazione serve anche a dimostrare la compattezza dei lavoratori. La loro determinazione nel difendere i propri diritti e il proprio futuro è alta. L'azienda ha dichiarato che un advisor si occuperà della riindustrializzazione. Questo professionista presenterà le sue proposte il 9 aprile 2026 al Ministero dello Sviluppo Economico a Roma. Tuttavia, i sindacati ritengono che questo processo debba avvenire parallelamente a un impegno per mantenere le attività a San Donà. Non si fidano di soluzioni che potrebbero portare allo smantellamento del sito veneto. La mobilitazione sindacale è quindi un atto necessario per mantenere alta l'attenzione sulla vertenza.
Il futuro di Peg Perego: tra Arcore e San Donà
La vertenza Peg Perego si inserisce in un contesto di riorganizzazioni industriali che interessano diverse realtà produttive. La scelta di concentrare le produzioni in un unico sito, come quello di Arcore, risponde spesso a logiche di efficienza e riduzione dei costi. Tuttavia, queste strategie possono avere conseguenze sociali ed economiche significative sui territori che vedono ridursi la propria presenza industriale. Lo stabilimento di San Donà, attivo da molti anni, rappresenta un presidio di lavoro e di competenze per la comunità locale. La prospettiva di perdere una parte consistente delle sue attività genera legittime preoccupazioni. La richiesta dei sindacati di mantenere le linee di montaggio a San Donà è comprensibile. Si tratta di difendere non solo i posti di lavoro attuali, ma anche il know-how accumulato nel tempo. Il contratto di solidarietà, pur essendo uno strumento di ammortizzamento sociale, non è una soluzione definitiva. La sua durata limitata, fino a settembre 2026, lascia aperta la questione del futuro a lungo termine. La presenza di un advisor incaricato di studiare la riindustrializzazione è un passo importante. La sua presentazione al Ministero a Roma indica un coinvolgimento delle istituzioni a livello nazionale. Tuttavia, è fondamentale che questo processo non si traduca in una mera formalità. I sindacati chiedono che l'advisor lavori anche per trovare soluzioni che salvaguardino l'occupazione e la produzione a San Donà. La loro dichiarazione «per noi nulla si deve muovere» sottolinea la volontà di non accettare passivamente lo spostamento delle attività. La manifestazione del 30 marzo è un modo per rafforzare la loro posizione negoziale. Vogliono che le autorità e l'azienda comprendano la serietà delle loro richieste. La storia di Peg Perego è legata anche al territorio veneto. La speranza è che questa eredità possa essere preservata. La riorganizzazione aziendale è un processo complesso. Richiede un equilibrio tra le esigenze economiche dell'impresa e le responsabilità sociali verso i lavoratori e le comunità. La vertenza Peg Perego è un esempio di come queste tensioni possano emergere. La mobilitazione dei lavoratori a San Donà è un tentativo di influenzare l'esito di questo processo. Si cerca di garantire un futuro sostenibile per lo stabilimento e per chi vi lavora. La data del 9 aprile, con la presentazione delle proposte al Ministero, sarà cruciale. Si spera che da quel confronto emergano soluzioni concrete e condivise. Nel frattempo, il corteo del 30 marzo servirà a mantenere alta la pressione.