Le recenti piogge hanno evidenziato i problemi di deflusso idrico nelle marine leccesi, causando allagamenti e disagi. La Commissione Ambiente di Palazzo Carafa ha discusso la situazione, con critiche rivolte al Consorzio di Bonifica per la mancata manutenzione dei canali.
Critiche al consorzio per la manutenzione dei canali
Le abbondanti precipitazioni dei giorni scorsi hanno riportato alla luce un problema persistente nelle marine leccesi. L'acqua stagnante, incapace di defluire correttamente, rende vulnerabili vaste aree. Dalla costa di Torre Chianca fino a San Cataldo, passando per Frigole, si registrano strade sommerse e terreni agricoli impraticabili. Il sistema di canali di bonifica si è dimostrato inadeguato.
La questione è stata al centro di un'animata seduta della Commissione Ambiente di Palazzo Carafa. La presidente Fabiola De Giovanni ha coordinato un dibattito acceso. Le discussioni hanno visto contrapporsi diverse posizioni politiche. Sono emerse accuse reciproche e richieste urgenti di azioni concrete.
Richieste di chiarimenti e tributi contestati
Dalla sede del Comune di Lecce, sono giunte forti critiche trasversali al Consorzio responsabile della pulizia dei canali. Il consigliere Paolo Cairo (Forza Italia) ha espresso disappunto: «Non sembra essere cambiato nulla negli anni», ha dichiarato. «I Consorzi continuano a richiedere tributi senza fornire i servizi necessari», ha aggiunto.
Anche Alessio Poso, consigliere di Io Sud, ha condiviso questa posizione. Ha inoltre sottolineato l'assenza dei vertici del Consorzio durante la commissione. «In Provincia si parla di interventi su centinaia di chilometri di canali», ha affermato Poso. «Ma frequentando Frigole e San Cataldo non ho visto alcun miglioramento, nemmeno su brevi tratti», ha concluso.
Da qui è scaturita una richiesta di spiegazioni dettagliate. «Ci dicano come e quando intendono intervenire», ha insistito Poso. «Oggi ci sono imprenditori che non riescono ad accedere ai propri fondi. Intere zone restano sommerse dall'acqua», ha aggiunto.
La questione dei contributi e le proposte di intervento
Il dibattito si è esteso alla problematica dei contributi richiesti ai cittadini. Andrea Pasquino, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha ricordato la battaglia già in corso a livello regionale. Si contestano tributi ritenuti ingiusti. Il consigliere di minoranza Christian Gnoni ha allargato la prospettiva. Ha suggerito la necessità di un intervento legislativo nazionale.
Dalla maggioranza è emersa una lettura differente. «Le criticità attuali derivano da vent'anni di gestione regionale», ha replicato Gianmaria Greco. Alessio Poso ha riportato la discussione su un piano più operativo. «Prima delle polemiche, è necessario capire quale sia il piano concreto degli interventi», ha sollecitato.
La risposta del Consorzio e le sfide tecniche
Il commissario straordinario del Consorzio di Bonifica Centro-Sud Puglia, Francesco Ferraro, ha fornito una risposta. Era assente alla seduta perché impegnato in Regione. Ha difeso l'operato del Consorzio, pur ammettendo le difficoltà. «Abbiamo già effettuato interventi emergenziali», ha spiegato Ferraro. «Stiamo lavorando a un progetto più strutturato», ha aggiunto.
Ha evidenziato la delicatezza delle aree interessate. «Si tratta di zone con vincoli ambientali stringenti», ha precisato. Ha citato i siti di importanza comunitaria e il Parco del Rauccio. Ferraro ha anche menzionato i tempi burocratici per le autorizzazioni. «Stiamo procedendo gradualmente», ha detto. «Abbiamo ottenuto pareri in altre zone. A Lecce siamo nella fase autorizzativa. L'obiettivo è intervenire prima della prossima stagione delle piogge», ha concluso.
Sul piano tecnico, la manutenzione dei canali presenta sfide specifiche. «La pulizia deve avvenire senza compromettere l'habitat», ha spiegato Ferraro. «Per questo si opera a zig zag, per tutelare la nidificazione di specie protette», ha dettagliato. Un nodo cruciale resta quello delle foci. Spesso vengono ostruite dalla sabbia.
«Non basta rimuoverla se poi resta nell'alveo e torna a bloccare tutto», ha ammesso Ferraro. «Stiamo progettando soluzioni che consentano di trasferirla in area demaniale. Potrebbe essere utilizzata per il ripascimento delle coste», ha ipotizzato.
Nel frattempo, nelle marine leccesi cresce l'attesa per risposte concrete. Da Palazzo Carafa si prepara un nuovo pressing. L'obiettivo è ottenere un cronoprogramma chiaro. Si spera in interventi risolutivi prima che le prossime piogge riproducano l'emergenza attuale.
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