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Il sindacato Usb denuncia una grave carenza di personale infermieristico nel reparto di psichiatria dell'ospedale di San Benedetto del Tronto. La situazione è definita insostenibile, con carichi di lavoro eccessivi e ripercussioni sulla qualità delle cure.

Personale ridotto all'osso nel reparto Spdc

L'Unione sindacale di base (Usb) dell'Azienda sanitaria territoriale (Ast) di Ascoli Piceno ha sollevato un serio problema. Il reparto di psichiatria dell'ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto soffre di una cronica mancanza di infermieri. La situazione è stata definita «insostenibile» dai rappresentanti sindacali. La carenza colpisce in particolare il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (Spdc). Qui il personale è ridotto ai minimi termini. Questo accade nonostante i 16 posti letto attivi nel reparto. Le assenze prolungate del personale non vengono coperte. Di conseguenza, gli infermieri in servizio si trovano a dover affrontare turni estenuanti. Devono gestire rientri forzati e carichi di lavoro sempre più gravosi. Tutto ciò ha un impatto negativo sul loro benessere psicofisico. L'equilibrio tra vita privata e professionale è compromesso. I delegati Rsu hanno unito la loro voce a quella del sindacato per amplificare il grido d'allarme. La complessità assistenziale del reparto richiede un'attenzione costante. La sicurezza dei pazienti e la continuità delle cure sono prioritarie. La situazione attuale mette a repentaglio questi principi fondamentali.

Lavoro sfiancante e mancata assunzione di personale

«Gli operatori sono sfiniti, esausti, e denunciano carichi di lavoro ormai fuori controllo», ha dichiarato Mauro Giuliani, rappresentante dell'Usb Ascoli Piceno. Ha sottolineato la natura ad alta complessità del reparto. La sicurezza e la continuità delle cure dovrebbero essere le massime priorità. Il sindacato punta il dito anche contro le decisioni amministrative. Si critica la mancata proroga dei contratti a tempo determinato. Questi contratti sono scaduti senza essere rinnovati. Si lamentano inoltre i ritardi significativi nelle procedure di assunzione. «È paradossale», ha proseguito Giuliani, «che a fronte di una grave carenza di personale non si proceda con l'assunzione di infermieri già disponibili. Questi professionisti hanno risposto positivamente alle comunicazioni inviate prima della scadenza del concorso». La frustrazione tra il personale è palpabile. La sensazione è quella di essere abbandonati dalle istituzioni. La dedizione dei pochi rimasti non basta più a coprire le falle del sistema. La continua pressione lavorativa rischia di portare a un burnout generalizzato. Questo avrebbe conseguenze ancora più gravi per il reparto e per i pazienti.

Richiesta di interventi immediati e strutturali

L'Usb ha presentato una serie di richieste precise. Si chiede un intervento immediato per risolvere la crisi. Tra le proposte concrete: la proroga dei contratti di lavoro in essere. Si sollecita l'utilizzo delle graduatorie concorsuali ancora valide. Inoltre, si chiede l'attivazione di procedure di mobilità in entrata. L'obiettivo è quello di rafforzare gli organici del reparto. «Abbiamo professionisti pronti a lavorare nella sanità del Piceno e viene loro negata questa possibilità», ha aggiunto Giuliani. Questa affermazione evidenzia un paradosso preoccupante. Ci sono risorse umane qualificate disponibili. Tuttavia, per ragioni ancora non chiare, non vengono impiegate per sopperire alle carenze. Il sindacato ritiene che questa sia una scelta miope. Essa non solo danneggia i lavoratori, ma soprattutto i cittadini che necessitano di cure adeguate. La sanità pubblica deve essere una priorità. Investire sul personale è fondamentale per garantirne l'efficienza e la qualità.

La sanità mentale nelle Marche: un quadro preoccupante

Il documento sindacale richiama anche il contesto regionale. La situazione di San Benedetto del Tronto non è isolata. Le Marche risultano essere ultime in Italia per spesa destinata alla salute mentale. Questo dato è particolarmente allarmante. «Nulla è stato fatto per invertire la rotta», ha evidenziato Giuliani. Si ricorda inoltre la chiusura del reparto psichiatrico di Ascoli Piceno nel 2013. A ciò si aggiunge la mancata riattivazione del Day Hospital. Questo servizio era stato sospeso dopo l'emergenza Covid-19. La carenza di risorse e la disorganizzazione generale hanno creato un sistema fragile. La salute mentale è un aspetto cruciale del benessere individuale e collettivo. Trascurarla significa creare problemi sociali ed economici a lungo termine. Il sindacato auspica un cambio di rotta deciso. È necessario un impegno concreto da parte delle istituzioni regionali e locali. La salute mentale deve tornare ad essere una priorità. Investimenti adeguati e strategie efficaci sono indispensabili. Solo così si potrà garantire un futuro migliore ai cittadini.

Un servizio efficiente per i cittadini

«Serve un intervento immediato e strutturale», ha concluso Giuliani. L'obiettivo è duplice: restituire dignità ai lavoratori e garantire ai cittadini un servizio realmente efficiente. La carenza di personale non è solo un problema organizzativo. Essa si traduce in una diminuzione della qualità delle cure. I pazienti psichiatrici necessitano di un'assistenza continua e specializzata. La mancanza di risorse umane compromette la capacità del reparto di rispondere adeguatamente a queste esigenze. Un reparto sovraffollato e con personale insufficiente rischia di diventare un luogo di stress e frustrazione. Questo può avere effetti negativi sui pazienti, peggiorando le loro condizioni. L'Usb chiede un impegno concreto da parte dell'Ast di Ascoli Piceno. È necessario un piano di riordino degli organici. Bisogna garantire che ogni reparto abbia il personale necessario per funzionare al meglio. La salute pubblica è un diritto. Deve essere tutelata con risorse adeguate e una gestione oculata. La situazione attuale a San Benedetto del Tronto è un campanello d'allarme. Ignorarlo significherebbe condannare i pazienti a un'assistenza inadeguata e i lavoratori a condizioni insostenibili. È tempo di agire per il bene di tutti.

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