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Un evento a Capaccio Paestum ha riunito esperti e istituzioni per delineare strategie innovative volte allo sviluppo sostenibile delle aree interne campane, puntando su identità territoriali, giovani e digitalizzazione.

Un convegno per le aree interne campane

Un importante incontro si è tenuto presso il NEXT – Ex Tabacchificio di Paestum. L'evento, promosso dalla Fondazione Super Sud, ha focalizzato l'attenzione sulle potenzialità di sviluppo per le aree interne della Campania. L'obiettivo principale era individuare percorsi concreti per una crescita sostenibile e integrata.

La giornata ha visto la partecipazione di diverse figure chiave. Erano presenti rappresentanti delle istituzioni, del mondo universitario e del settore imprenditoriale. Anche le comunità locali hanno avuto modo di contribuire attivamente. Si è cercato di promuovere progetti mirati a valorizzare le specificità di questi territori.

Tra i temi centrali, la valorizzazione dell'identità locale. Si è discusso anche di biodiversità, patrimonio culturale e del ruolo cruciale dei giovani. L'intento è creare opportunità di crescita condivisa e duratura per queste zone. L'evento ha rappresentato un momento strategico per delineare il futuro di queste realtà.

I saluti istituzionali e la visione di sviluppo

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali. Ha preso la parola il Presidente della Fondazione Super Sud, Giovanni D’Avenia. Anche il Sindaco di Capaccio Paestum, Gaetano Paolino, è intervenuto. Erano presenti l'assessore regionale Vincenzo Maraio e il Consigliere provinciale Elio Guadagno.

Giovanni D’Avenia ha sottolineato un concetto fondamentale. «Le aree interne non sono periferie, ma territori con una propria identità e caratteristiche uniche», ha dichiarato. Ha poi aggiunto: «Puntare sulla diversità, sulla cultura e sui giovani significa costruire le basi di uno sviluppo duraturo e condiviso».

Queste parole hanno dato il tono alla giornata. Hanno evidenziato la necessità di un cambio di prospettiva. Le aree interne vanno considerate come centri di potenziale sviluppo. Non più come zone marginali da dimenticare. La valorizzazione delle loro peculiarità è la chiave.

Tavoli tematici per l'innovazione

La giornata è proseguita con diversi tavoli tematici. Si sono affrontate tematiche legate all'innovazione in vari settori. Ogni tavolo era coordinato da esperti del settore. L'obiettivo era approfondire le strategie per ogni ambito.

L'innovazione tecnologica è stata guidata dalla Professoressa Genoveffa Tortora. Si è discusso di digitalizzazione, infrastrutture intelligenti, telemedicina e smart working. Questi strumenti sono visti come fondamentali per superare l'isolamento.

L'innovazione sociale è stata coordinata dal Professore Gianpaolo Basile. Si è parlato di welfare di comunità e di come aumentare la partecipazione civica. Il coinvolgimento attivo dei cittadini è essenziale per il successo dei progetti.

L'innovazione economica è stata analizzata dal Professore Salvatore Farace. Si è concentrato su filiere produttive locali, turismo sostenibile e sull'attrazione di nuovi investimenti. Creare un'economia resiliente è un obiettivo primario.

Infine, Giovanni Moccia ha guidato il dibattito sull'innovazione ambientale. Si è parlato di transizione ecologica, comunità energetiche, gestione delle risorse naturali e resilienza territoriale. Questi aspetti sono cruciali per un futuro sostenibile.

Interventi e prospettive future

Tra i relatori e i partecipanti ai tavoli, sono intervenuti diversi professionisti. Era presente Emmanuel Ruggiero, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Salerno. Anche Cono Federico, Direttore Generale della Banca Monte Pruno, ha portato il suo contributo. Presente anche il Direttore della BCC Capaccio Paestum e Serino.

L'Assessore regionale Vincenzo Maraio ha ribadito l'importanza di collegare le aree interne al litorale. Ha sottolineato come valorizzare attrattori culturali e naturali possa creare un'offerta turistica integrata. Questo porterebbe benefici concreti alle comunità locali.

Claudia Pecoraro, Assessora all’Ambiente della Regione Campania, ha evidenziato la necessità di progetti sostenibili. Ha parlato di compatibilità con la biodiversità e le caratteristiche territoriali. L'economia verde e la resilienza delle infrastrutture sono strumenti di crescita.

Il Rettore dell’Università degli Studi di Salerno, Virgilio D’Antonio, ha posto l'accento sul ruolo dei giovani. Ha sottolineato come le loro competenze possano tradursi in innovazione e opportunità occupazionali. Coinvolgere le nuove generazioni è fondamentale.

Raffaele Sibilio ha evidenziato la necessità di cooperazione tra territori, istituzioni e operatori economici. Valorizzare la diversità territoriale significa trasformarla in una forza competitiva.

Criticità e potenzialità delle aree interne

Corrado Matera, Presidente della Commissione Bilancio in Consiglio regionale, ha evidenziato le criticità ancora presenti. Sanità, trasporti e istruzione rimangono punti deboli. Carenze di organico, collegamenti insufficienti e rischi di accorpamento scolastico sono problemi concreti.

Nonostante queste sfide, le aree interne possiedono un patrimonio inestimabile. Si tratta di un patrimonio culturale, naturalistico e gastronomico. Questo può diventare un motore di sviluppo. È però necessario sostenere questo potenziale con strategie condivise e infrastrutture adeguate.

La restituzione dei lavori dei tavoli ha aperto la sessione plenaria. Si è svolto un confronto diretto con i rappresentanti delle aree SNAI. Erano presenti Girolamo Auricchio per il Cilento Interno e Giovanni Caggiano per il Sele Tanagro.

Sono intervenuti anche esperti come Carmelo Petraglia, Amedeo Lepore e Antonio Visconti. La partecipazione del Presidente dell’Intergruppo parlamentare Alessandro Caramiello è stata significativa. La moderazione è stata affidata ai giornalisti Barbara Landi ed Ernesto Pappalardo.

Alessandro Caramiello ha dichiarato: «Sostenere le aree interne significa costruire opportunità concrete per i cittadini e valorizzare le identità locali. È fondamentale che le politiche pubbliche siano integrate e che le esperienze di successo, come quella di Paestum, possano diventare modello per altre regioni».

La visione finale: Paestum come modello

A chiudere la giornata, Giovanni D’Avenia ha rilanciato la visione strategica della Fondazione. «Paestum deve diventare un modello replicabile per tutte le aree interne della Campania», ha affermato.

Ha poi aggiunto: «Valorizzando la loro identità, coinvolgendo i giovani e creando reti tra comunità e istituzioni, possiamo trasformare territori marginali in centri di innovazione, cultura e sviluppo sostenibile». Tutti gli spunti emersi saranno raccolti in un documento finale.

Questo documento sarà inviato a tutte le istituzioni e ai Presidenti delle aree SNAI. L'obiettivo è consolidare un percorso condiviso. Si vuole tradurre le riflessioni emerse in azioni concrete. L'evento di Paestum segna un passo importante verso il futuro delle aree interne.

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