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Catturato latitante di massima pericolosità

Roberto Mazzarella, figura di spicco del crimine organizzato napoletano, è stato arrestato questa notte a Vietri sul Mare. L'uomo era ricercato dal gennaio 2025.

Mazzarella, a capo dell'omonimo clan egemone a Napoli e provincia, figurava nell'elenco dei latitanti di massima pericolosità stilato dal Ministero dell'Interno.

L'arresto è il risultato di un'operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Le indagini hanno portato i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Napoli sulle tracce del ricercato.

L'operazione nella costiera amalfitana

Il latitante, nato nel 1978, era sfuggito a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il provvedimento era stato emesso dal Tribunale di Napoli su richiesta della DDA, che lo riteneva indiziato di omicidio aggravato dal metodo mafioso.

La cattura è avvenuta in una lussuosa villa situata sulla costiera amalfitana. L'uomo, 48 anni, non ha opposto resistenza al momento dell'arresto.

Al momento della cattura, Mazzarella era in compagnia della moglie e dei due figli. La presenza della famiglia solleva interrogativi sul loro coinvolgimento o sulla loro conoscenza delle attività del latitante.

Coinvolti diversi reparti speciali

L'operazione ha visto la partecipazione di diverse unità specializzate dell'Arma dei Carabinieri. Tra queste, lo Squadrone eliportato «Cacciatori di Calabria» e le unità cinofile (Api) del gruppo di Napoli.

A supporto delle operazioni, è intervenuta anche una motovedetta della Capitaneria di Porto di Salerno. L'unità navale ha garantito il monitoraggio delle acque circostanti la zona del blitz.

La vasta mobilitazione di risorse sottolinea la pericolosità del latitante e la complessità delle operazioni di cattura.

Sequestrati beni e documenti

All'interno della residenza di lusso, i carabinieri hanno rinvenuto diversi oggetti di valore. Tra questi, tre orologi di pregio e circa 20.000 euro in contanti.

Sono stati inoltre sequestrati documenti d'identità falsi e numerosi dispositivi elettronici, tra cui cellulari e smartphone. Questi ultimi saranno analizzati per reperire ulteriori informazioni.

Particolare attenzione è stata dedicata a una serie di manoscritti. Questi sembrano contenere una contabilità dettagliata, che potrebbe fornire elementi cruciali per le indagini in corso.

Le autorità hanno annunciato che verranno effettuati approfonditi accertamenti su tutta la documentazione rinvenuta per ricostruire le attività illecite del clan.

Il punto di contatto per eventuali chiarimenti sull'operazione è il Tenente Colonnello Antonio Bagarolo, Comandante del Reparto Operativo del Provinciale di Napoli.

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