I controlli dei NAS nelle mense ospedaliere della Campania hanno evidenziato una diffusa non conformità. Delle 22 strutture ispezionate, ben 18 sono risultate non in regola, portando a sanzioni per un totale di 26.000 euro.
Irregolarità diffuse nelle cucine ospedaliere campane
L'operazione condotta dai Carabinieri per la Tutela della Salute ha scosso il settore delle mense ospedaliere in Campania. Tra febbraio e marzo, i NAS di Salerno hanno passato al setaccio 22 strutture tra le province di Avellino, Benevento e Salerno. L'esito è stato allarmante: 18 delle mense controllate, pari all'82% del totale, hanno presentato criticità significative. Queste irregolarità spaziano da carenze igienico-sanitarie a problemi strutturali, mettendo a rischio la sicurezza alimentare dei pazienti.
I militari hanno elevato sanzioni per un ammontare complessivo di 26.000 euro. Nonostante la gravità delle violazioni riscontrate, i Carabinieri sottolineano che molte delle problematiche meno serie sono state prontamente risolte grazie alle prescrizioni impartite sul momento. Questo approccio mira a correggere le falle senza necessariamente ricorrere a chiusure immediate, quando possibile.
Le ispezioni hanno toccato diverse aree della regione, mettendo in luce problematiche specifiche per ciascun territorio. La relazione del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute evidenzia un quadro preoccupante che richiede interventi mirati e un controllo costante. La salute dei degenti è direttamente collegata alla qualità del cibo servito, rendendo questi controlli fondamentali.
Carenze igieniche e strutturali a Salerno e provincia
Nella provincia di Salerno, le ispezioni hanno fatto emergere gravi lacune dal punto di vista igienico-sanitario. Nell'area dell'Agro Nocerino-Sarnese, le analisi hanno rivelato la presenza di preoccupanti cariche batteriche sui vassoi utilizzati per il servizio. Di fronte a tale riscontro, è stata imposta l'immediata revisione dei protocolli di sanificazione in vigore. Questo indica una possibile falla nei processi di pulizia e disinfezione.
Proseguendo nell'area della Piana del Sele, sono state elevate sanzioni per 3.000 euro. Le motivazioni includono carenze igieniche reiterate, che suggeriscono una mancata correzione di problemi già noti, e irregolarità nel trasporto dei pasti. Quest'ultimo aspetto è cruciale per mantenere la catena del freddo e prevenire la proliferazione batterica. Inoltre, è stato riscontrato un mancato monitoraggio delle temperature dei cibi durante il trasporto.
Nel Cilento, la situazione non è stata migliore. Sono state riscontrate muffe nei locali adibiti alla preparazione e conservazione dei cibi, un chiaro segnale di umidità e scarsa ventilazione. A ciò si è aggiunta la segnalazione di malfunzionamento dei sistemi di aspirazione, essenziali per garantire un ambiente di lavoro salubre e prevenire la contaminazione degli alimenti. Queste problematiche strutturali richiedono interventi di manutenzione e adeguamento.
Avellino e Benevento: autorizzazioni mancanti e sporcizia
Anche la provincia di Avellino ha presentato criticità degne di nota. In una casa di cura situata nella Valle del Sabato, è emersa la totale assenza della Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) e delle necessarie autorizzazioni sanitarie per la produzione dei pasti. Questo significa che la struttura operava senza le dovute verifiche e permessi, in un contesto già caratterizzato da gravi carenze strutturali. La mancanza di autorizzazioni solleva interrogativi sulla conformità generale della struttura.
In altre strutture, sia ad Avellino che in altre aree, sono state contestate omesse procedure di autocontrollo, come quelle previste dal sistema HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points). Questo sistema è fondamentale per identificare, valutare e controllare i pericoli legati alla sicurezza alimentare. La sua mancata applicazione aumenta esponenzialmente il rischio di contaminazione. È stata inoltre rilevata la presenza di materiale non pertinente nei pressi dei locali destinati alla cucina, un'altra potenziale fonte di contaminazione.
A Benevento, le ispezioni in un presidio ospedaliero della Valle Caudina hanno portato all'elevazione di sanzioni per 4.000 euro. Le motivazioni principali includono il guasto delle lavastoviglie, un elemento essenziale per garantire l'igiene delle stoviglie, e l'assenza di spogliatoi adeguati per il personale. Ulteriori controlli nel capoluogo sannita hanno portato al rinvenimento di sporco incrostato, ragnatele e accumuli oleosi nelle zone di confezionamento dei pasti. Questi elementi visivi indicano una scarsa pulizia e manutenzione degli ambienti.
Interventi e prospettive future
I risultati di questa vasta operazione dei NAS evidenziano la necessità di un monitoraggio costante e rigoroso delle mense ospedaliere. La sicurezza alimentare è un pilastro fondamentale del sistema sanitario, e le condizioni riscontrate in molte strutture campane destano seria preoccupazione. Le sanzioni pecuniarie rappresentano un deterrente, ma è fondamentale che le direzioni sanitarie degli ospedali e delle strutture socio-sanitarie implementino piani di miglioramento concreti e verificabili.
L'impegno dei Carabinieri per la Tutela della Salute continuerà, con l'obiettivo di garantire che i pazienti ricevano pasti sicuri e preparati in ambienti idonei. Le prescrizioni impartite dai militari mirano a correggere le criticità, ma la responsabilità ultima ricade sulle gestioni delle singole strutture. Sarà importante verificare nel tempo l'efficacia delle misure correttive adottate per assicurare un elevato standard igienico-sanitario.
La trasparenza e la comunicazione tra le autorità sanitarie, le direzioni ospedaliere e i cittadini sono essenziali per affrontare queste problematiche. La salute pubblica deve rimanere la priorità assoluta, e il cibo servito negli ospedali gioca un ruolo cruciale nel percorso di guarigione dei pazienti. L'operazione dei NAS in Campania è un monito importante per tutto il settore.