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L'Università di Trento apre il nuovo anno accademico con tre direttrici strategiche: l'introduzione di un corso di laurea in Scienze della Formazione a Rovereto, un piano di investimenti significativi per l'edilizia universitaria e le imminenti elezioni per la scelta del nuovo rettore.

Nuovo corso di laurea in scienze della formazione

A partire dall'anno accademico 2027/2028, Rovereto ospiterà un innovativo corso di laurea a ciclo unico. Questa nuova offerta formativa sarà dedicata alle Scienze della Formazione primaria.

L'obiettivo è accogliere circa 80 studenti ogni anno. Il rettore uscente, Flavio Deflorian, ha sottolineato l'importanza di questa iniziativa. «È fondamentale formare professionisti capaci di educare i bambini nei loro primi dieci anni di vita», ha dichiarato.

La decisione risponde anche a un'esigenza concreta del territorio. Molti studenti residenti in Trentino sono costretti a spostarsi per seguire questi studi. Inoltre, si registra una carenza di insegnanti, con molti maestri elementari trentini prossimi alla pensione.

Investimenti nell'edilizia universitaria

La seconda area di intervento riguarda il potenziamento delle infrastrutture universitarie. È stato siglato un Protocollo d'Intesa con la Provincia di Trento.

Questo accordo prevede lavori per un valore complessivo di circa 200 milioni di euro. Il rettore Deflorian ha evidenziato le priorità più urgenti.

Tra queste, spiccano la manutenzione degli edifici esistenti e gli interventi nell'area collinare. In particolare, è prevista la sopraelevazione dell'attuale rimessa di Mesiano, con un investimento di 28 milioni di euro.

Elezioni per il nuovo rettore

Il terzo punto cruciale per il futuro dell'ateneo riguarda le elezioni per la nomina del nuovo Rettore. Il mandato del successore inizierà ufficialmente il 1° aprile 2027.

Il rettore Deflorian ha tracciato un bilancio del suo mandato, definendolo positivo nonostante le avversità. «Abbiamo attraversato cinque anni imprevedibili», ha affermato, citando la pandemia di Covid, i conflitti internazionali e le crisi energetiche.

Queste sfide, seppur difficili, si sono affiancate a quelle programmate. Il rettore ha sottolineato che il lavoro non è ancora concluso. «C'è ancora molto da fare», ha aggiunto, «le elezioni si terranno l'anno prossimo e sarà necessario un grande impegno fino a quel giorno».

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