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La religiosa Suor Olivana Roncolato ha lasciato una testimonianza postuma attribuendo a Luciano Dal Cero due salvataggi miracolosi dalla morte. Questa dichiarazione potrebbe accelerare il processo di beatificazione di Dal Cero.

La testimonianza di Suor Olivana

Suor Olivana Roncolato, al secolo Olga, ha espresso la ferma convinzione di essere stata salvata dalla morte in due occasioni grazie all'intercessione di Luciano Dal Cero. La religiosa, scomparsa lo scorso settembre, ha affidato questa sua testimonianza a poche persone fidate, tra cui un notaio, con la richiesta che venisse resa pubblica solo dopo la sua dipartita.

La sua dichiarazione è ora al centro dell'attenzione poiché potrebbe fornire un impulso significativo alla richiesta di beatificazione del cosiddetto «comandante Paolo», nome di battaglia di Dal Cero, Medaglia d’oro al Valor militare.

Il contesto storico e la richiesta di beatificazione

Luciano Dal Cero morì l'81 anni fa, una domenica, durante un'azione di rastrellamento. Il parroco di Roncà, mons. Giuseppe Zuffellato, annotò nel suo diario nel 1945 che Dal Cero aveva organizzato la Brigata Luciano Manara, infondendo ai suoi uomini amore per la patria e per la religione.

Circa tre anni fa, storici e intellettuali veronesi hanno formato un comitato per promuovere l'apertura del processo di beatificazione di Dal Cero. La testimonianza di Suor Olivana potrebbe accelerare la valutazione di questa richiesta da parte della curia di Vicenza, diocesi di appartenenza di Roncà e Agugliana.

La vita di Suor Olivana

Nata ad Arcole il 23 ottobre 1933, Suor Olivana Roncolato entrò nell'Istituto delle suore Orsoline di via Scarsellini prima dei vent'anni. È proprio in questo istituto che si è spenta lo scorso settembre. La religiosa aveva incontrato una giornalista il 23 novembre 2023, ma aveva posto come condizione la pubblicazione delle sue parole solo dopo la sua morte.

«Le cose che ho da dire le avevo dette subito dopo i fatti ma nessuno volle andare oltre», aveva dichiarato. «Lo si farà dopo la mia morte», aggiunse, motivando la sua scelta con il desiderio di non esporre il suo Ordine a visite mediche invasive finché era in vita.

Il primo presunto miracolo

Poco prima della pandemia di Covid-19, Suor Olivana fu ricoverata in gravi condizioni. I medici non riuscivano a identificare la sua patologia. Dopo 20 giorni, senza speranza di guarigione, le fu concesso di tornare in convento. Al suo arrivo, trovò le consorelle schierate per accoglierla.

Le sue condizioni peggiorarono rapidamente, portandola al coma. Al suo risveglio, dopo qualche giorno, raccontò di aver visto Luciano Dal Cero. «Mi aveva presa in braccio e portata all’inizio delle scale del piano terra», riferì. Dopo averla rimessa in piedi, le disse che avrebbe dovuto arrangiarsi a tornare da sola nel suo letto. La religiosa riuscì a salire i due piani di scale e a tornare a letto.

Il secondo presunto miracolo

Tre anni dopo, durante la Pasqua del 2023, Suor Olivana ebbe un nuovo grave peggioramento e cadde nuovamente in coma. I medici la davano per spacciata. La sua stanza fu svuotata e le sue cose portate al suo capezzale. La madre generale, in quel momento in America, rientrò d'urgenza.

Al suo risveglio, dopo 40 giorni di coma, Suor Olivana raccontò di aver visto nuovamente Luciano Dal Cero. «Luciano mi ha detto di aver chiesto al Signore di non farmi morire ma che per questo avrei dovuto soffrire molto», disse al medico della struttura, che rimase senza parole. La religiosa attribuì la sua sopravvivenza a un miracolo, pur consapevole che alcuni potessero ritenerla «matta».

Le ultime volontà

«Io, però, non sono matta», confidò. «Luciano, che è stato il mio padre spirituale, è già santo anche solo per le sofferenze che ha patito. Lo prego di ricordarsi di me, perché un giorno voglio essere in Paradiso vicino a lui». Suor Olivana espresse il desiderio di essere sepolta nel cimitero di Roncà, in un loculo da lei già scelto, che guarda verso la tomba di Dal Cero.

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