Il Vittoriano a Roma subisce un lento cedimento, con il lato nord-occidentale che si abbassa di circa 1 millimetro all'anno. I dati satellitari, raccolti per 20 anni, rivelano la causa legata alle caratteristiche geologiche del terreno.
Monitoraggio satellitare del Vittoriano
Il maestoso Vittoriano a Roma sta subendo un graduale abbassamento. Questa constatazione emerge da un'analisi dettagliata dei dati satellitari. Le rilevazioni hanno permesso di ricostruire i movimenti del monumento nell'arco di vent'anni. Il cedimento non interessa l'intera struttura in modo uniforme. Si registra infatti un abbassamento specifico sul lato nord-occidentale dell'Altare della Patria. Questo movimento si attesta intorno a 1 millimetro ogni anno.
Studio congiunto per la tutela del patrimonio
La ricerca è stata il frutto di una collaborazione scientifica. Hanno partecipato Nhazca, una società nata da un progetto di ricerca della Sapienza Università di Roma. L'università stessa e l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) hanno contribuito. I risultati dello studio evidenziano un aspetto fondamentale. Il monitoraggio tramite satelliti si dimostra uno strumento di grande valore. È particolarmente utile per la salvaguardia del nostro patrimonio artistico e monumentale.
Nuove frontiere per la conservazione dei monumenti
«Per lungo tempo, abbiamo atteso che una crepa diventasse evidente per accorgerci di un movimento in atto», ha dichiarato Alessandro Brunetti, direttore generale di Nhazca. «Oggi, grazie ai satelliti, possiamo osservare uno spostamento di pochi decimi di millimetro all'anno. Possiamo ricostruire la storia dei movimenti degli ultimi 20 anni. Soprattutto, possiamo comprenderne le cause senza alcun contatto fisico con la struttura». Brunetti ha poi aggiunto: «Questo approccio rivoluziona la tutela del patrimonio. Permette di intervenire precocemente, prima che i danni diventino irreparabili. Si opera su vaste aree con costi contenuti».
Individuata la causa dei movimenti
Lo studio ha analizzato un vasto corpus di dati. Sono state esaminate oltre 300 immagini radar. Queste immagini sono state acquisite tra il 2002 e il 2019. I dati provengono dai satelliti europei Envisat e dai satelliti italiani Cosmo-SkyMed. I ricercatori hanno incrociato queste informazioni. Le hanno confrontate con la ricostruzione geologica del sottosuolo. Questo incrocio ha permesso di identificare la causa precisa dei movimenti del Vittoriano. Le analisi geologiche hanno puntato il dito contro le caratteristiche del terreno. Il monumento poggia su terreni alluvionali. Queste aree sono risultate più instabili. Possono infatti generare cedimenti nelle fondazioni sottostanti. Fenomeni simili sono stati collegati anche alle crepe. Queste crepe erano comparse sul lato ovest dell'edificio.