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Pete Docter, figura chiave dei Pixar Animation Studios, ha presentato a Roma il nuovo capitolo di Toy Story. Ha enfatizzato la necessità di preservare la creatività umana di fronte all'avanzata dell'intelligenza artificiale.

La fantasia come baluardo contro l'IA

L'intelligenza artificiale avanza rapidamente, ma la creatività umana rimane essenziale. Lo afferma Pete Docter, direttore creativo dei Pixar Animation Studios. La sua dichiarazione arriva a Roma, in occasione della presentazione di Toy Story 5. Il film, diretto da Andrew Stanton, arriverà nelle sale il 18 giugno distribuito da Disney.

A 31 anni dal lancio del primo capitolo, la saga dei giocattoli affronta una nuova sfida. I protagonisti, tra cui Jessie e Buzz Lightyear, rischiano di essere dimenticati dalla loro bambina, Bonnie. La minaccia proviene da un nuovo tablet per bambini, Lilypad, un regalo dei genitori.

Docter sottolinea come la fantasia sia un valore da proteggere. Questo concetto è al centro della narrazione del film. La tecnologia, pur offrendo nuove possibilità, non deve soffocare l'immaginazione. L'IA rappresenta una sfida ulteriore in questo senso.

Nuovi personaggi e voci nel cast italiano

Il cast vocale italiano di Toy Story 5 vede il ritorno di voci storiche e l'inserimento di nuovi talenti. Ilaria Stagni presta la sua voce a Jessie. Angelo Maggi è Woody, personaggio originariamente doppiato da Fabrizio Frizzi. Massimo Dapporto interpreta Buzz Lightyear.

Tra le nuove entrate spiccano Katia Follesa nel ruolo di Lilypad. Federico Basso dà voce a Smarty Pants. Sal Da Vinci interpreta Pizza cu 'e llente, personaggio doppiato negli Stati Uniti da Bad Bunny con il nome di Pizza with Sunglasses. Gianluca Gazzoli è la voce del cavallo di Jessie, Bullseye.

La presenza di nuovi personaggi e doppiatori arricchisce ulteriormente l'universo di Toy Story. Ogni nuovo arrivo contribuisce a rendere la storia più complessa e avvincente per il pubblico.

Il valore del gioco e dell'immaginazione

Pete Docter condivide un ricordo personale: da bambino, anche durante eventi formali come concerti o funzioni religiose, era solito disegnare. Questo sottolinea la sua innata inclinazione all'immaginazione. «Il cuore di quello che facciamo è immaginare, inventare storie e personaggi», afferma Docter. Crede fermamente che questa capacità rimarrà importante finché esisteranno gli esseri umani.

Lindsey Collins, produttrice del film, descrive gli artisti Pixar come «bambini cresciuti». Sottolinea il valore intrinseco del gioco e della noia come catalizzatori della fantasia. «Prendersi una pausa dagli schermi» è un aspetto fondamentale che il film intende esplorare.

Docter confessa di non aver mai immaginato, 31 anni fa, che Toy Story potesse diventare un fenomeno globale. All'epoca, l'obiettivo era semplicemente completare il film. Oggi, a distanza di anni, la profondità dei personaggi continua a sorprendere, rivelando nuovi aspetti dell'esistenza.

Sfide attuali per Pixar e l'industria

Collins ammette che la realizzazione di un nuovo capitolo di Toy Story comporta una notevole pressione. La decisione di procedere è sempre legata alla presenza di una storia meritevole di essere raccontata. Tuttavia, l'industria cinematografica affronta oggi un periodo complesso.

Le fusioni aziendali e i cambiamenti globali pongono ostacoli per studi come Pixar, che puntano sull'autorialità. Il riassetto della Disney, con migliaia di licenziamenti, ha avuto ripercussioni significative, specialmente sui Marvel Studios e sui reparti di marketing.

Docter definisce il momento attuale «molto difficile». La sfida dei costi in aumento è concreta. A ciò si aggiunge la questione dell'intelligenza artificiale, vista come uno strumento potenzialmente positivo o negativo. Fin dal 1995, Pixar ha utilizzato la tecnologia per supportare la visione artistica.

L'IA solleva interrogativi profondi sul senso del lavoro creativo. Docter si chiede se il fine sia solo riempire il vuoto con contenuti o se esista uno scopo più elevato. Per lui, l'arte consiste nell'esplorazione del mistero della vita da parte dell'artista. Non riesce a immaginare come l'IA possa replicare questo processo intrinsecamente umano.

L'IA potrebbe assistere un artista nell'articolare un'esperienza, ma non può sostituire l'essenza della creazione artistica. La preoccupazione è diffusa all'interno di Pixar.