Emma Dante presenta "Tancredi" all'Opera di Roma, un'opera di Rossini rivisitata con uno stile unico. Lo spettacolo, in scena dal 19 maggio, promette un'esperienza teatrale innovativa.
Emma Dante reinterpreta Tancredi di Rossini
La regista Emma Dante ha dato vita a una nuova interpretazione di "Tancredi", opera di Gioachino Rossini. L'allestimento debutta al Teatro dell'Opera di Roma il 19 maggio. L'opera mancava dal palcoscenico romano da 22 anni. Dante descrive il lavoro di Rossini come un "mondo fatato".
La sfida di eseguire Rossini è notevole. La musica è complessa e ricca di sfumature. Dante la definisce «molto difficile ma quando entri nel suo mondo è come entrare in una specie di luogo fatato in cui succede di tutto». La sua visione promette di sorprendere il pubblico.
Un allestimento ispirato all'opera dei pupi
La messa in scena di Dante si ispira all'opera dei pupi siciliani. I personaggi sono concepiti come marionette animate da attori. I protagonisti principali, Tancredi, Argirio e Orbazzano, inizialmente manovrano queste figure. Con l'avanzare della trama, i manovratori si identificano con la sofferenza dei personaggi. Questo crea un suggestivo passaggio di consegne.
La regista descrive il palco come «un'installazione dell'opera dei pupi». Gli attori incarnano i pupi, portando in scena le loro vicende. Questa scelta stilistica conferisce un'originalità unica allo spettacolo.
I protagonisti e il personaggio di Amenaide
Il ruolo di Tancredi è affidato al controtenore Carlo Vistoli. Vistoli è già noto al pubblico romano per precedenti esibizioni. Il soprano Martina Russomanno interpreta Amenaide. Russomanno è una voce emergente nel panorama lirico. Per lei, questa è la prima volta al Costanzi.
Dante dedica particolare attenzione al personaggio di Amenaide. La definisce «una figura anomala». Accusata di tradimento, non si difende. Rimane un'eroina fino alla fine. Desidera l'amore di Tancredi indipendentemente dalla verità. La rivelerà solo al momento della sua morte.
Michele Mariotti dirige l'orchestra
Sul podio, il direttore musicale Michele Mariotti guida l'orchestra. È la sua prima volta alla direzione di "Tancredi". Mariotti è un esperto rossiniano riconosciuto a livello internazionale. Descrive l'opera come «modernissima ma folle».
Mariotti sottolinea la natura esagerata delle passioni giovanili nell'opera. L'amore diventa un sentimento violento. La musica di Rossini richiede un grande dominio tecnico. «Ti obbliga a un dominio tecnico», afferma. La musica rossiniana non è un semplice accompagnamento, ma un dialogo continuo.
La storia e il doppio finale
"Tancredi" è un melodramma eroico in due atti. Il libretto è di Gaetano Rossi, basato su un testo di Voltaire. L'opera debuttò nel 1813 a Ferrara. Originariamente, presentava un doppio finale: uno lieto e uno tragico.
La versione proposta a Roma include il finale tragico, composto appositamente per Ferrara. L'allestimento vede le scene di Carmine Maringola. I costumi sono di Emma Dante e Chicca Ruocco. Le luci sono curate da Luigi Biondi. I movimenti coreografici sono di Manuela Lo Sicco.
Collaborazioni passate e future
Emma Dante prosegue la sua proficua collaborazione con il Teatro dell'Opera di Roma. Dal 2016 ha firmato diversi allestimenti. Tra questi, "La Cenerentola" di Rossini (ripresa nel 2019). Ha anche diretto "L'angelo di fuoco" di Prokof'ev (2019) e "Les dialogues des Carmélites" di Poulenc (2022/23).
Il Coro del Teatro dell'Opera è diretto da Ciro Visco. L'opera «è piena di stimoli, spunti, allegorie; è una grande favola», conclude Dante. La sua ambientazione artificiale con fondalini dipinti evoca l'opera dei pupi siciliani. La storia affronta temi universali, molto umani e contemporanei.