Un movimento studentesco serbo ha concluso la sua campagna elettorale con un grande comizio a Belgrado, sfidando il presidente Aleksandar Vučić. La mobilitazione mira a un cambio di regime, non solo di governo.
Studenti in piazza Slavija lanciano la sfida
La Lista Studentesca, intitolata "Gli studenti vincono!", ha concluso la sua campagna elettorale. L'evento si è svolto in piazza Slavija, nel cuore di Belgrado. Qui, decine di migliaia di sostenitori si sono riuniti. Molti sono arrivati a piedi da diverse regioni della Serbia. L'entusiasmo per un cambiamento è palpabile. Il motto della giornata era "La vittoria chiama".
Questo raduno segna la chiusura di una campagna elettorale molto polarizzata. La competizione ha quasi oscurato il tradizionale sistema multipartitico serbo. La lista studentesca si presenta come un'alternativa radicale. Promette un futuro diverso per la nazione.
Vučić risponde con un comizio al Palazzetto
Contemporaneamente, l'ex presidente Aleksandar Vučić ha tenuto il suo comizio. L'evento si è svolto al Palazzetto dello Sport di Nuova Belgrado. Vučić si è presentato agli elettori come un "uomo comune". Ha sottolineato la sua volontà di continuità. Si è definito un "campione della stabilità".
Il leader di Serbia Unita ha avvertito i suoi sostenitori. La battaglia elettorale è difficile, ha dichiarato. Ha accusato "potenze straniere" di finanziare l'opposizione. Queste potenze avrebbero investito "ingenti capitali" per sostenere gli studenti. La sua retorica mira a rafforzare il suo sostegno.
Il sistema di potere sotto accusa
La sfida studentesca non si limita a contestare la persona di Vučić. Mira a smantellare l'intero sistema di potere. Vučić è al vertice da 14 anni. Durante questo periodo, il Paese ha visto ingenti investimenti. Molti provengono dalla Cina, destinati a grandi opere pubbliche. Il salario nominale medio è aumentato. Tuttavia, il suo governo è accusato di aver creato un "regime".
Il Partito progressista (Sns) di Vučić è accusato di essersi fuso con lo Stato. Anche le istituzioni statali sarebbero asservite al potere. L'economia sarebbe anch'essa intrecciata con il potere politico. Si parla di una commistione tra affari, potere e tendenze oligarchiche e criminali. Queste accuse sono diffuse da più parti.
Il crollo di Novi Sad come scintilla
Un evento chiave che ha alimentato le proteste è stato il crollo di una pensilina. Questo incidente è avvenuto nella stazione ferroviaria di Novi Sad. La struttura era stata recentemente ricostruita. Il crollo, avvenuto nel novembre 2024, ha causato 16 vittime. Questo tragico evento è considerato la miccia. Ha acceso una nuova ondata di proteste nel Paese. Le proteste sono cresciute esponenzialmente negli ultimi due anni. Hanno portato alla decisione di presentarsi alle urne. La protesta si è trasformata in proposta politica.
Un modello di movimento orizzontale
La Lista Studentesca non mira solo a un cambio di governo. Propone un vero e proprio "cambio di regime". L'obiettivo è fare "tabula rasa". Per questo, è stato creato un modello di formazione politica radicalmente diverso. Al verticismo di "l'uomo solo al comando", gli studenti hanno contrapposto un movimento "orizzontale".
La lista presenta 250 candidati. Non c'è un ordine gerarchico visibile. Mancano leader evidenti, portavoce o candidati premier. I candidati sono stati scelti dagli studenti. Le selezioni sono avvenute in assemblee universitarie. I criteri di scelta includono competenze e curricula. È stato imposto il divieto di affiliazione politica pregressa.
Questa struttura apparentemente anonima e priva di gerarchia serve a eludere i media. Mira anche a contrastare la "macchina del fango" del "regime". Tra i candidati, 160 sono accademici e specialisti. Ci sono anche attivisti civili, agricoltori, attori, intellettuali, artisti e sportivi. Una "gerarchia fantasma" potrebbe emergere dopo un'eventuale vittoria.
Campagna capillare sul territorio
La campagna elettorale degli studenti è stata condotta in modo diverso. Si è allontanata dai media tradizionali. Ha privilegiato una presenza capillare sul territorio. Ogni villaggio, ogni quartiere è stato raggiunto. L'obiettivo è stato il contatto diretto con i cittadini. Questo spirito ha animato le marce recenti. Le marce sono partite dalle periferie rurali per arrivare al centro di Belgrado.