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Le proteste giovanili in piazza rappresentano una nuova forma di democrazia dal basso, secondo lo scrittore Erri De Luca. Egli sottolinea la forza di queste manifestazioni e la necessità di proteggersi dagli infiltrati.

Le proteste giovanili come nuova democrazia

Le manifestazioni di forte intensità sono viste dallo scrittore Erri De Luca come l'alba di una nuova democrazia. Essa nasce dal basso, si autoconvoca e sceglie i propri messaggi. Questo crea una rete di connessioni tra situazioni simili. È un momento di grande effervescenza. La gioventù inizia a riconoscere la propria forza.

De Luca ha espresso queste considerazioni all'ANSA. Le sue parole sono giunte durante la Festa del Cinema di Roma. Qui è stato presentato un film tratto dal suo libro 'I pesci non chiudono gli occhi'. La regista Audrey Gordon ha riportato lo scrittore nella sua Ischia degli anni Sessanta. In quel periodo, la sua adolescenza fu segnata dalla presa di coscienza delle ingiustizie sociali.

Le reazioni dei governi e la repressione

Le reazioni dei governi alle proteste sono paragonate a quelle di cani spaventati. Essi ringhiano e mordono l'aria, incapaci di fornire risposte concrete. Le loro sono reazioni istintive a un disturbo ricevuto. Questa nuova leva di manifestanti dovrà affrontare e superare la repressione.

De Luca evidenzia la presenza di giovanissimi. Questi adolescenti si autoconvocano e hanno basi assembleari nelle scuole e nei licei. Occupano anche le università. Scoprono la loro forza d'urto, ma affrontano una doppia fragilità. Devono resistere alla repressione di polizia e magistratura. Devono anche difendersi dalle infiltrazioni.

Le persone che si infiltrano nei cortei lo fanno per saccheggiare a caso. Danniando gravemente le ragioni della protesta. De Luca ricorda le sue manifestazioni giovanili. Allora affrontavano polizia, fascisti e magistratura. Avevano anche il problema delle infiltrazioni. Per questo, avevano creato servizi di autodifesa. Questi impedivano a chiunque di inserirsi per iniziative personali.

Autodifesa dai danneggiamenti

L'unico suggerimento offerto da De Luca è l'organizzazione dal basso. Si propone la creazione di cordoni di protezione per i cortei. Questi dovrebbero impedire l'accesso agli infiltrati. Essi, una volta dentro, danneggiano la manifestazione. Non si curano delle ragioni, ma usano il corteo per i propri scopi.

Queste nuove generazioni sentono di non avere un futuro. Combattono le ingiustizie sociali. De Luca crede che sentano le ingiustizie. Si accorgono improvvisamente di poter rispondere. Non si tratta solo del futuro. Quando era giovane, il futuro non gli importava. Un giovane di 15-16 anni pensa al presente.

Il futuro arriverà inevitabilmente. I giovani possono scegliere di agire per plasmarlo. Oppure possono aspettare passivamente. Questa generazione sta agendo per il proprio futuro. Ma, soprattutto, sta agendo per se stessa nel presente. È una grande lezione di democrazia dal basso. Definiamo impossibile ciò che accade un minuto prima. Dopo, diventa quasi necessario.

La carica esplosiva e il pretesto

Si accumula una carica esplosiva che non trova sfogo. Ci sono piccole espettorazioni, effetti superficiali. Poi, un piccolo pretesto scatena tutto. Le notti alla Fiat negli anni '60 iniziarono da un reparto di verniciatura. I lavoratori chiedevano latte. Le lavorazioni erano tossiche. Dovevano comprarsi il latte da soli.

Da lì, la protesta esplose in tutta la fabbrica. De Luca paragona questa situazione alle attuali manifestazioni. La gioventù si accorge di avere una forza. Questa forza può essere usata per cambiare le cose. Non si tratta solo di protestare per il futuro. Si tratta di affermare la propria presenza nel presente.

La presa di coscienza delle ingiustizie sociali è fondamentale. La capacità di autorganizzazione è un segno di maturità democratica. Le proteste giovanili, se ben gestite, possono portare a cambiamenti significativi. La protezione dagli infiltrati è cruciale per mantenere la credibilità delle istanze portate avanti.

La lezione di De Luca è chiara. Le proteste sono un sintomo di vitalità democratica. La gioventù scopre la propria voce. È fondamentale che questa voce sia protetta e indirizzata verso obiettivi costruttivi. La storia dimostra che le grandi trasformazioni nascono spesso da movimenti dal basso.