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Una scultura in acciaio dedicata a Maria Callas è esposta al Museo Barracco di Roma. L'opera, "Divina d'Acciaio" di Nikos Floros, celebra la leggendaria soprano e il suo legame con l'arte classica.

Statua "Divina d'Acciaio" omaggia Maria Callas

Una nuova opera d'arte celebra la figura di Maria Callas. Si tratta di una scultura intitolata "Divina d'Acciaio". L'artista greco Nikos Floros ne è l'autore. Il Museo di scultura antica Giovanni Barracco a Roma ospita questa esposizione. L'evento è previsto dal 24 settembre al 15 novembre 2026. La scultura intende rappresentare la magia della voce di Callas. Allo stesso tempo, evoca la sua fragilità umana. Questa iniziativa è promossa da Roma Capitale. L'organizzazione è a cura di N.F. Art Company. La curatela è affidata all'artista stesso e a Nicoletta Capasso. Zetema Progetto Cultura collabora all'evento.

Ispirazione classica e sonora dell'opera

L'ispirazione per "Divina d'Acciaio" risale all'agosto del 1960. In quell'occasione, la voce di Maria Callas risuonò nel teatro di Epidauro. Interpretò il brano "Casta Diva" di Bellini. Migliaia di spettatori assistettero all'evento. Una nota descrive l'opera come un'incarnazione della voce assoluta. La Callas viene paragonata alle maschere tragiche della tradizione. Viene definita erede di una civiltà che elevò il canto a forma di sacralità. La scultura raffigura Maria Callas avvolta in un panneggio antico. Questo stile si ispira alle immagini dell'arte classica. L'opera dialoga con le Cariatidi e le Korai. Si collega alle figure femminili dell'antichità ellenica. Nella mano della scultura è presente il sonogramma della sua voce. Il sonogramma è quello del brano "Casta Diva" dalla "Norma" di Vincenzo Bellini. La scultura è realizzata in acciaio inossidabile. Essa consacra Maria Callas in un'apoteosi scultorea. L'opera è una sintesi tra la fragilità della voce e la forza eterna dei marmi antichi.

Il Museo Barracco e il legame con la grecità

Il Museo Barracco custodisce sculture antiche. Questa è una volontà del suo fondatore. Il museo accoglie ora questa espressione contemporanea delle arti plastiche. L'opera di Floros richiama la statuaria greca. La presenza della "Divina" in queste sale vuole legarsi alla grecità di Maria Callas. Si vuole sottolineare la sua sensibilità tragica. La sua capacità di interpretare il conflitto insolubile. L'eroina abbandonata ma eletta. La sua forza drammatica sulla scena. L'opera offre una nuova prospettiva sulla figura del soprano. La lega all'eredità artistica classica. Il museo diventa così un ponte tra antico e moderno. Celebra un'icona della lirica attraverso un linguaggio visivo potente. L'acciaio dona eternità a una voce immortale. La mostra promette di attrarre appassionati d'arte e melomani.