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Carabinieri smantellano rete di furti in negozi

Roma – I Carabinieri hanno fermato un giovane di 23 anni, sospettato di essere un autore di furti nei centri commerciali della capitale. L'operazione ha portato al recupero di una notevole quantità di merce rubata e al sequestro di armi.

L'indagine è partita a seguito di un furto avvenuto lo scorso 3 giugno. Un furgone è stato utilizzato per rubare merce dal parcheggio del centro commerciale «Maximo», situato in Via Laurentina.

Identificato e perquisito il presunto colpevole

Grazie alle testimonianze raccolte e all'analisi della targa del veicolo, i militari sono riusciti a identificare il presunto responsabile. Si tratta di un 23enne di origini rom, già noto alle forze dell'ordine.

I Carabinieri della Stazione Roma IV Miglio Appio, supportati dai colleghi della Stazione Roma Divino Amore, hanno ottenuto un decreto di perquisizione dalla Procura di Roma. L'operazione si è concentrata nell'abitazione del giovane, nel quartiere Divino Amore.

Scoperto un vero e proprio magazzino di refurtiva

Durante la perquisizione domiciliare, i militari hanno fatto una scoperta sorprendente. Hanno rinvenuto un ingente quantitativo di merce, che si sospetta provenga da numerosi altri furti.

Sono state sequestrate circa 70 paia di occhiali di marche prestigiose e una borsa di lusso. Tra i beni recuperati anche un orologio e diversi effetti personali, precedentemente sottratti durante il furto al centro commerciale «Maximo».

Sequestrate anche armi e oggetti pericolosi

Oltre alla refurtiva, i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato anche armi. Nello specifico, sono state trovate 3 spade katane e un tirapugni. Questi oggetti sono stati immediatamente confiscati.

La merce rubata, una volta identificata, è stata restituita ai legittimi proprietari. L'Autorità Giudiziaria è stata informata di tutti i ritrovamenti.

Le indagini proseguono per accertare la provenienza di tutto il materiale sequestrato. I Carabinieri stanno lavorando per ricostruire l'intera attività criminale del giovane e identificare eventuali complici o altre vittime.

Si ricorda che l'indagato è da considerarsi innocente fino a eventuale condanna definitiva. La giustizia farà il suo corso.