Il padre di Ilaria Sula, studentessa ventiduenne uccisa a Roma, esprime il suo dolore e la sua richiesta di leggi più severe per chi commette violenza contro le donne. Sottolinea la differenza tra femminicidio e omicidio, invocando maggiore rispetto per le vittime.
Il dolore di un padre per la figlia uccisa
Flamur Sula, padre di Ilaria Sula, ha espresso parole di profondo dolore. Sua figlia, una studentessa di ventidue anni, è stata strappata alla vita senza un motivo apparente. La sua morte è avvenuta lo scorso anno a Roma.
Il corpo di Ilaria fu ritrovato in una valigia. Era abbandonata in un dirupo. L'area si trovava vicino a una strada provinciale. Il luogo del ritrovamento era nel comune di Poli, alle porte della Capitale.
Flamur Sula ha voluto sottolineare una distinzione fondamentale. Ha affermato che il femminicidio e l'omicidio non sono la stessa cosa. Ha invocato pene più severe. Queste dovrebbero colpire chiunque arrechi danno alle donne.
Richiesta di rispetto e leggi più severe
Flamur Sula ha dichiarato: «Solo chi ci passa può capire cosa vuol dire. Parlare per gli altri è troppo facile». Ha fatto riferimento alle recenti dichiarazioni di Roberto Vannacci. Quest'ultimo aveva affermato che il femminicidio non esiste.
Il padre della vittima ha aggiunto: «Bisogna portare rispetto a mia figlia e a tutte le altre donne che per colpa di un uomo non ci sono più». Ha raccontato che ogni settimana, insieme a sua moglie, torna nel luogo del ritrovamento del corpo della figlia.
Lì, i genitori hanno creato una lapide. Questa porta la foto di Ilaria. C'è anche una dedica speciale per lei. È un luogo di memoria e di dolore.
Il dolore che non diminuisce col tempo
Flamur Sula ha descritto la loro routine: «Stiamo le ore a piangere e a parlare con lei». Ha poi aggiunto una riflessione sulla percezione comune del tempo. Molti credono che il dolore diminuisca con il passare dei mesi. Ma per lui non è così.
«Il dolore aumenta», ha continuato. La mancanza della figlia si sente ancora di più. La consapevolezza che Ilaria non tornerà mai più a casa è devastante. La vita dei genitori è segnata da questa perdita.
«Non c'è notte che mia moglie non chiama Ilaria nel sonno o che la cerca per casa», ha confessato Flamur Sula. Ha definito questo dolore come «inimmaginabile». Ha concluso affermando che questo tormento non finirà mai. La loro vita è cambiata per sempre dopo la tragedia.
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