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La Corte d'Appello di Roma è in camera di consiglio per deliberare sul processo di secondo grado relativo all'assalto alla sede della Cgil avvenuto nel 2021. Vengono valutate le richieste dell'accusa, che chiede la conferma delle condanne di primo grado per i principali imputati.

Decisione dei giudici sull'assalto alla Cgil

I magistrati della prima sezione della Corte d'Appello di Roma si sono riuniti in camera di consiglio. Stanno per emettere la loro decisione. Il verdetto riguarda il processo di secondo grado. L'evento centrale è l'assalto alla sede della Cgil. Questo grave episodio si è verificato il 9 ottobre del 2021.

Richieste dell'accusa e condanne di primo grado

Il procuratore generale, Francesco Scavo, ha presentato le sue richieste. A gennaio scorso, ha sollecitato la conferma delle sentenze di primo grado. Particolarmente significative le pene richieste per i leader di Forza Nuova. Si tratta di 8 anni e sei mesi per Roberto Fiore. Per Giuliano Castellino, figura di spicco dell'estrema destra romana, la richiesta è di 8 anni e 7 mesi di reclusione.

In primo grado, le pene inflitte erano già considerevoli. Il militante Luigi Aronica ha ricevuto 8 anni e mezzo. Altri imputati, come Luca Castellini, Salvatore Lubrano, Lorenzo Franceschi e Pamela Testa, sono stati condannati a pene comprese tra gli otto anni e due mesi e le altre pene. Le accuse contestate includono la devastazione. Viene anche imputata l'istigazione a delinquere, a seconda delle specifiche posizioni processuali.

Dichiarazioni di Roberto Fiore

All'inizio dell'udienza, Roberto Fiore ha rilasciato alcune dichiarazioni. Ha espresso il suo punto di vista sul procedimento. Secondo Fiore, vi sarebbe stata una «incredibile campagna stampa». Ha affermato di non aver avuto la possibilità di replicare adeguatamente. Ha descritto l'atmosfera come «carica». Ha aggiunto che si percepisce una volontà di imporre una specifica interpretazione dei fatti. La sentenza è attesa per il pomeriggio odierno.