Il Pontefice Papa Leone ha trascorso una notte serena dopo l'intervento chirurgico al polmone. Le condizioni sono stabili e il recupero procede secondo i piani al Policlinico Gemelli.
Condizioni stabili dopo l'operazione
La prima notte di degenza per Papa Leone si è svolta senza complicazioni. La notizia è stata diffusa dalla sala stampa vaticana. Il Pontefice è stato sottoposto a un intervento chirurgico al torace il giorno precedente. Le sue condizioni sono attualmente stabili.
Il fratello del Pontefice, Louis Prevost, ha dichiarato in un'intervista a NewsMax di aver ricevuto aggiornamenti positivi. «Ho ricevuto un messaggio dal suo braccio destro», ha affermato. «Era uscito dalla sala operatoria, era sveglio, si sentiva bene e non provava dolore».
Massimo riserbo al Policlinico Gemelli
Al Policlinico Agostino Gemelli vige il massimo riserbo riguardo al primo giorno di degenza del Pontefice. Papa Leone è ricoverato al decimo piano della struttura. La famiglia pontificia è presente al suo fianco. L'area di degenza è stata interdetta all'accesso.
Pochi all'interno dell'ospedale sembrano disposti a condividere dettagli sulla convalescenza del Pontefice. «Vogliamo assicurargli il massimo riposo», hanno commentato alcuni membri dello staff sanitario. Nonostante il riserbo, sono stati recapitati alcuni omaggi floreali.
Nella tarda mattinata sono arrivati tre mazzi di fiori bianchi. I gendarmi si sono occupati di farli pervenire all'ala dedicata esclusivamente al Pontefice. Quest'area si trova al decimo piano, nei reparti solventi.
Diagnosi e intervento chirurgico
L'operazione subita da Papa Leone il 13 ottobre riguardava un tumore maligno. I medici hanno definito la patologia come «un adenocarcinoma polmonare». La diagnosi, seppur non positiva, è stata affrontata con un intervento conclusosi con successo. Il Vaticano ha confermato che «l'intervento si è concluso positivamente, nei tempi e nei modi previsti e il Santo Padre è rientrato in stanza».
Il Pontefice era consapevole della presenza del tumore. La diagnosi di uno stadio iniziale del nodulo polmonare e il fatto che fosse circoscritto infondono ottimismo. L'asportazione chirurgica ha riguardato l'intera porzione malata del polmone.
Dettagli medici sull'operazione
Il dottor Luigi Carbone, medico personale del Papa, e il professor Stefano Margaritora, che ha diretto l'équipe chirurgica, hanno fornito dettagli sull'intervento. «Il Santo Padre è stato sottoposto, come programmato, all'intervento di chirurgia toracica», hanno spiegato. «Per rendere l'intervento radicale, è stato asportato il lobo inferiore del polmone destro con tecnica videoassistita».
L'esame istologico estemporaneo ha confermato il sospetto pre-operatorio di adenocarcinoma polmonare. La permanenza in sala operatoria è durata circa tre ore. La durata effettiva dell'intervento è stata di circa 90 minuti. «L'intervento è riuscito e non ci sono state complicanze», hanno concluso i medici.
Il recupero post-operatorio
Dopo l'operazione, il Pontefice si è risvegliato regolarmente. È rientrato nella sua stanza al decimo piano dopo un breve periodo di osservazione. Il portavoce Matteo Bruni ha riferito ai giornalisti che «il Papa ha anche chiesto la cena».
L'équipe chirurgica era composta da sette medici. Era guidata dal prof. Stefano Margaritora, affiancato dalla prof.ssa Elisa Meacci, dalla dott.ssa Maria Teresa Congedo e dal dott. Leonardo Petracca Ciavarella. L'équipe anestesiologica comprendeva il prof. Massimo Antonelli, il dott. Giovanni Punzo e il dott. Giuseppe Bello.
L'arrivo al Gemelli e il sostegno
Papa Leone era giunto al Policlinico Gemelli poco dopo le 13. Appariva sorridente e sereno prima di affrontare l'intervento al polmone. La notizia aveva destato apprensione nella Chiesa, essendo stata annunciata dallo stesso Pontefice durante l'Angelus della domenica, in modo del tutto inatteso. L'immagine del Papa è quella di un uomo sportivo, più giovane dei suoi 71 anni.
Durante la giornata, al fianco del Pontefice c'erano i suoi segretari, don Edgar e don Marco. Presenti anche le suore peruviane che si occupano di lui. L'intera Chiesa mondiale si è stretta idealmente attorno alla sala operatoria.