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L'80% degli italiani desidera un maggiore impegno nella prevenzione della dipendenza da gioco e nella tutela dei minori. La maggioranza ritiene insufficienti le misure attuali contro i disturbi legati al gioco d'azzardo.

Priorità nella lotta al gioco d'azzardo

L'ottanta percento degli italiani considera prioritarie la prevenzione delle dipendenze e la protezione dei giovani. Il contrasto al gioco illegale è un altro punto fondamentale. Quasi sei cittadini su dieci ritengono insufficienti le azioni attuali. Questo dato emerge da un'indagine condotta da Fondazione Fair con Ipsos Doxa. L'Osservatorio sulla comunicazione nel gioco ha presentato i risultati a Roma. L'evento si è tenuto durante il Fair Forum, un incontro dedicato alla comunicazione del gioco responsabile.

Hanno partecipato all'incontro rappresentanti di diverse istituzioni. Tra questi, l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e l'Agcom. Presenti anche l'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria e i dirigenti di Fondazione Fair. La ricerca è stata illustrata da Ilaria Ugenti, Reputation Leader di Ipsos Doxa. L'obiettivo dello studio era valutare l'efficacia dei messaggi. Questi messaggi sono diffusi da istituzioni e operatori del settore. Servono a informare sui rischi e sugli strumenti di tutela. Fondazione Fair punta a promuovere comportamenti virtuosi.

Strumenti e comunicazione per il gioco responsabile

Un terzo della popolazione indica i limiti di spesa e di tempo come strumenti principali. Questi servono a contenere il fenomeno del gioco. L'autoesclusione e le pause di gioco sono altrettanto importanti. Stefano De Vita, direttore generale di Fondazione Fair, ha commentato i risultati. Ha sottolineato la vasta gamma di strumenti disponibili. «La sfida è indirizzarli verso le singole caratteristiche dei giocatori», ha affermato. Ha aggiunto che «il tentativo di recuperare i soldi e le perdite è solo l'inizio di un disastro economico infinito».

L'indagine evidenzia un messaggio chiaro sulla comunicazione. Per essere efficace, deve essere comprensibile e concreta. Deve raggiungere l'intera popolazione, non solo i giocatori. «Non è più soltanto un tema del limitare l'offerta», ha spiegato Ugenti. Ha inoltre aggiunto che «è necessario proprio un cambio di passo da parte di tutti i soggetti». Questo cambio di prospettiva coinvolge istituzioni, concessionari e gestori di sale gioco. L'obiettivo è creare una cultura del gioco differente da quella attuale. È fondamentale un approccio collettivo per promuovere un gioco più consapevole e sicuro.

Prevenzione e consapevolezza: un appello collettivo

La ricerca evidenzia una forte richiesta di maggiore attenzione verso i disturbi del gioco d'azzardo. La tutela dei minori e la prevenzione delle dipendenze sono percepite come priorità assolute. La maggioranza degli intervistati esprime insoddisfazione per le attuali misure preventive. Questo suggerisce la necessità di un rafforzamento delle strategie in atto. L'efficacia della comunicazione gioca un ruolo cruciale. Messaggi chiari e accessibili a tutti sono fondamentali per sensibilizzare. Non basta rivolgersi solo a chi già gioca. È necessario un impegno congiunto per costruire una nuova cultura del gioco.

Le istituzioni, gli operatori del settore e i cittadini devono collaborare. Solo così si potrà affrontare efficacemente il problema. La Fondazione Fair e Ipsos Doxa hanno fornito dati preziosi. Questi dati serviranno a orientare le future politiche. L'obiettivo è garantire un ambiente di gioco più sicuro. Si punta a ridurre i rischi legati alla dipendenza. La consapevolezza dei giocatori e la protezione delle fasce più vulnerabili rimangono al centro dell'attenzione.