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La natura minacciata si trasforma in arte digitale grazie a un progetto europeo. Opere ispirate a pini romani, meduse e onde dell'Adriatico saranno presentate a Praga.

L'arte digitale celebra il patrimonio naturale

Il patrimonio naturale, spesso fragile, trova nuova espressione attraverso l'arte digitale. Diversi fenomeni ambientali sono stati reinterpretati da artisti internazionali. Questi hanno collaborato con scienziati e comunità locali. Il risultato è un'inedita fusione tra natura e tecnologia. Le opere digitali documentano la bellezza e le sfide del nostro pianeta. Questo progetto mira a sensibilizzare il pubblico.

Il progetto europeo si chiama Co-Vision Mapping the Natural Heritage. È stato co-finanziato dall'Unione Europea. Il programma Europa Creativa supporta questa iniziativa. Videocittà, il festival della visione e della cultura digitale, guida il progetto. Le creazioni artistiche entreranno a far parte di un archivio digitale europeo. Questo archivio ne garantirà la conservazione per il futuro. La presentazione ufficiale avverrà a Praga. L'evento è il Signal Forum. Si terrà il prossimo 16 ottobre. Riunirà artisti, curatori ed esperti da tutto il mondo.

I pini di Roma protagonisti a Praga

Roma è rappresentata nel progetto da un'icona del suo paesaggio. Si tratta del Pinus pinea, il pino domestico. Questo albero è un testimone silenzioso della storia della città. Attualmente è minacciato da cocciniglie e funghi. Il progetto ha trasformato questa minaccia in un'opera d'arte digitale. L'installazione si chiama Pinus Pinea - AV Talk. È curata da Anna Lea Antolini. Nasce dalla collaborazione di Simone Arcagni, dell'Università IULM di Milano. Partecipano anche la visual artist Lorenza Liguori. Il sound designer Vincenzo Pizzi e la danzatrice Delfina Stella hanno contribuito. L'opera dialoga con la Tenuta Presidenziale di Castelporziano. È un'installazione audio e video. Include un testo letterario. Invita il pubblico a percepire il mondo dal punto di vista dell'albero.

Dall'Adriatico alle foreste della Moravia

Il progetto esplora diverse realtà ambientali. La proliferazione delle meduse nei mari della Grecia è un segnale di squilibrio. L'artista Yiannis Kranidiotis ha creato Medusa Valley. Ha utilizzato bottiglie di plastica riciclata, fibre ottiche e LED. Ha realizzato grandi meduse luminose. Queste reagiscono alla presenza dei visitatori. Un'altra area rappresentata è il Delta dell'Ebro. È una delle zone umide più importanti d'Europa. Lauren Moffatt, Shoeg (Carlos Martorell) e Jaume Vidal hanno creato Mapping the Invisible. È un'installazione in realtà aumentata. Rende visibili le diatomee. Queste microalghe custodiscono la memoria del delta da millenni. Le loro strutture siliciee sono state studiate.

Un'altra opera è Fossilized Futures di Marco Barotti e Robertina Šebjanič. Si ispira alla biodiversità dei fiumi Sambre e Mosa. Include anche la Strudiella devonica. È uno dei più antichi fossili di insetto conosciuti. L'isola di Hvar presenta LAB852. Ha studiato le Island-Trapped Waves. Sono onde che portano nutrienti dalle profondità marine. Questo fenomeno, studiato dall'oceanografa Zrinka Ljubešić, sostiene la biodiversità. Il riscaldamento dei mari potrebbe alterarlo. L'Amazzonia Morava si concentra sulle foreste alluvionali. Si trovano alla confluenza dei fiumi Morava e Dyje. Sono un rifugio per specie a rischio. Artisti cechi, slovacchi e ucraini hanno creato Confluence (Soutok). Seguono le uova di pesce trasportate dalla corrente. La forza dell'acqua che erode le sponde racconta le sfide gestionali dell'area protetta.

Infine, la Fondazione Transilvania Trust presenta Roots and Routes. Si concentra sulle storie degli anziani di Bonțida. Riguarda il fiume Someș e le sue specie protette. L'opera ripercorre le trasformazioni del paesaggio. Esplora il legame tra la comunità e la natura. Questo progetto dimostra come l'arte digitale possa essere uno strumento potente. Serve a documentare, interpretare e valorizzare il patrimonio naturale.