Condividi

La mostra "Mothers of Invention" di Massimo Sebastiani, giornalista ex ANSA, esplora la trasformazione del digitale in analogico. L'esposizione, curata da Diana Daneluz, è visitabile alla Strati d'Arte Gallery di Roma fino al 26 settembre 2026.

Massimo Sebastiani: dal giornalismo all'arte visiva

La galleria Strati d'Arte Gallery a Roma ospita una nuova esposizione. L'evento segna la prima personale dell'artista Massimo Sebastiani. La mostra si intitola "Mothers of Invention". L'allestimento è curato da Diana Daneluz. Il pubblico potrà visitare le opere dal 9 al 26 settembre 2026.

Sebastiani ha dedicato molti anni alla professione giornalistica. Ha lavorato a lungo per l'agenzia ANSA. La sua formazione include una laurea in filosofia. I suoi interessi spaziano dalla musica al cinema e alla storia dell'arte. Per anni ha descritto la realtà con le parole. Ora sceglie di esplorarla attraverso le immagini. Questo passaggio segna un cambiamento di prospettiva.

"Mothers of Invention": significato e poetica

Il titolo "Mothers of Invention" racchiude la filosofia dell'artista. Richiama la band Mothers of Invention. Questa era stata fondata da Frank Zappa negli anni Sessanta a Los Angeles. Il titolo evoca anche il detto "la necessità è madre dell'invenzione".

Questo doppio riferimento suggerisce la trasformazione dei limiti in opportunità creative. Indica anche la contaminazione tra diversi linguaggi artistici. L'uso del plurale "mothers" suggerisce molteplici origini per le opere. Amplifica le possibili traiettorie che portano alla creazione di un'immagine.

Il processo creativo: dal digitale all'analogico

Sebastiani presenta una ricerca visiva coltivata nel tempo. Le sue opere nascono interamente in ambiente digitale. Tuttavia, l'artista le sottrae alla riproducibilità tipica del digitale. Le fissa in stampa fotografica su Poliplat. Ogni opera è realizzata in esemplare unico.

Il file digitale, potenzialmente infinito, diventa così materia tangibile. Acquisisce una presenza fisica. Si trasforma in un'opera irripetibile. Questo processo sottolinea il valore dell'unicità nell'era della riproducibilità tecnica.

Le serie espositive e il riferimento a Deleuze

Il percorso espositivo si articola in quattro serie principali. Queste sono "Il volto misterioso", "La città", "Le stagioni" e "Differenza e Ripetizione". Sono presenti anche alcune opere "fuori serie". Tra queste spicca "Mothers of Invention", che dà il nome all'intera mostra.

Forme, pattern, stratificazioni e variazioni cromatiche compongono un vocabolario visivo. La ripetizione in queste opere non genera mai un risultato identico. Nella serie "Differenza e Ripetizione", il riferimento al filosofo Gilles Deleuze diventa una chiave interpretativa. Permette di cogliere lo scarto, la variazione e la singolarità.

Il contrasto tra giornalismo e arte

Il passato di Sebastiani come cronista si confronta con la sua nuova ricerca artistica. Il giornalismo mira a semplificare la complessità. Offre informazioni chiare, verificate ed equilibrate. Le opere di Sebastiani seguono un percorso opposto.

L'immagine artistica non fornisce spiegazioni dirette. Preferisce alludere, lasciando il significato aperto all'interpretazione. Il "rumore" che un giornalista cerca di eliminare dal segnale informativo riemerge nell'arte. Si manifesta come accumulo, sovrapposizione, ritmo e colore.