Condividi

L'Opera di Roma celebra il ritorno con "Le nozze di Figaro" di Mozart. L'allestimento innovativo di Claus Guth ha conquistato il pubblico, mettendo in risalto la musica e le interpretazioni vocali.

Un'interpretazione psicologica delle nozze di Figaro

La stagione dell'Opera di Roma riprende con un'acclamata rappresentazione de "Le nozze di Figaro". Per la prima volta in Italia, il pubblico ha potuto ammirare l'allestimento firmato da Claus Guth. Questa versione, che debuttò vent'anni fa al Festival di Salisburgo, propone una lettura psicologica profonda dell'opera di Mozart.

Il regista tedesco ha esplorato il complesso intreccio amoroso tra Figaro e Susanna, e gli altri personaggi. Al centro della scena, un angelo funge da catalizzatore, confondendo i protagonisti e creando nuove dinamiche relazionali. Questo angelo è interpretato come il doppio di Cherubino, incarnazione dell'energia di Eros.

L'allestimento si distingue per l'uso di un grande scalone di una dimora nobiliare. I personaggi, vestiti con abiti moderni, si muovono su questa scenografia imponente. I loro spostamenti verticali riflettono i turbamenti interiori scatenati dall'intervento dell'angelo-cupido.

Una scena particolarmente efficace mostra i nomi dei personaggi apparire sullo sfondo. Un grafico dinamico aggiorna costantemente le relazioni tra loro, evidenziando i legami ufficiali e le loro mutevoli connessioni. Questa rappresentazione visiva delle dinamiche interpersonali aggiunge un ulteriore livello di lettura all'opera.

La musica e i cantanti al centro della scena

Nonostante la natura innovativa dell'allestimento, la regia di Guth ha il merito di riportare l'attenzione sulla musica e sulle performance vocali. In un'epoca in cui le regie tendono a dominare, questa scelta valorizza il talento degli interpreti.

Il giovane direttore d'orchestra Emmanuel Tjeknavorian, trentunenne di origine armena, ha ricevuto calorosi applausi. La sua bacchetta ha guidato l'orchestra con maestria, supportando le voci del cast.

Particolarmente apprezzate sono state le interpretazioni vocali. Erwin Schrott ha convinto nel ruolo di Figaro. Martina Russomanno ha offerto una Susanna intensa, ricevendo numerosi "brava" per la sua performance nell'aria "Deh, vieni, non tardar".

Il mezzosoprano Elmina Hasan si è rivelata notevole nel ruolo di Cherubino. Anche il giovane soprano Jessica Ricci, parte del progetto Fabrica dell'Opera di Roma, ha brillato nel ruolo di Barbarina.

Il coro, diretto da Ciro Visco, pur avendo un ruolo ridotto in questa produzione, ha comunque riscosso un notevole apprezzamento dal pubblico.

Il successo di Claus Guth e le prossime recite

Anche il regista Claus Guth è stato omaggiato con applausi al termine della rappresentazione. Egli stesso descrive l'opera come un capolavoro per la sua "enorme libertà, quasi selvaggia, dell'immaginazione di Mozart".

Guth sottolinea la capacità del compositore di "prendere continuamente direzioni imprevedibili" e di "mettere in scena tutte le possibili emozioni umane". Questa visione si riflette pienamente nell'allestimento proposto al Teatro Costanzi.

Sono previste altre sette rappresentazioni de "Le nozze di Figaro" fino al 23 settembre. Il pubblico avrà l'opportunità di assistere a diverse alternanze di interpreti nei ruoli principali.

Tra i cast previsti figurano Germán Olvera con Vito Priante nel ruolo del Conte di Almaviva. Roberta Mantegna con Federica Guida interpreteranno la Contessa. Martina Russomanno e Benedetta Torre saranno Susanna. Erwin Schrott e Alessio Arduini si alterneranno nei panni di Figaro. Infine, Elmina Hasan e Cecilia Molinari interpreteranno Cherubino.