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L'ordinanza regionale vieta il lavoro all'aperto nelle ore più torride per proteggere i lavoratori. Sono previste eccezioni per opere strategiche e di pubblica utilità.

Divieto di lavoro all'aperto per il caldo

Il lavoro all'aperto sarà sospeso tra le 12:30 e le 16:00. Questo stop è previsto nei giorni e nelle zone dove la piattaforma Worklimate indica un elevato rischio solare. La misura mira a proteggere chi svolge attività fisica intensa. L'ordinanza è stata firmata dal presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. Il provvedimento sarà attivo dal 24 giugno fino al 31 agosto. Introduce un sistema di protezione basato sul rischio climatico effettivo.

Settori e lavoratori a rischio

Diversi settori sono particolarmente interessati da questa direttiva. Tra questi figurano l'agricoltura e il florovivaismo. Sono inclusi anche i cantieri edili e navali all'aperto. Le attività portuali, le cave e la logistica rientrano nel provvedimento. Particolare attenzione è rivolta alle operazioni di movimentazione merci in aree scoperte. I lavoratori che effettuano consegne in bicicletta sono menzionati specificamente. I loro datori di lavoro dovranno adottare misure contro lo stress termico. Dovranno anche fornire adeguati dispositivi di protezione.

Eccezioni e flessibilità organizzativa

L'ordinanza regionale non impedisce ai sindaci di emanare provvedimenti locali. Questi non devono però essere in contrasto con le direttive regionali. Sono ammessi anche accordi aziendali o sindacali più vantaggiosi per i lavoratori. Per le opere strategiche, come quelle del Pnrr e della ricostruzione post-sisma, sono previste soluzioni flessibili. Le attività potranno essere anticipate al mattino o posticipate alla sera. Il divieto non si applica agli interventi urgenti di pubblica utilità. Questi includono protezione civile o salvaguardia dell'incolumità pubblica. Le pubbliche amministrazioni e i concessionari di pubblico servizio devono comunque adottare misure anti-caldo. La Regione suggerisce ai Comuni di considerare deroghe temporanee ai limiti di rumore. Questo faciliterebbe lo spostamento dei lavori nelle ore più fresche.

Diffusione dell'ordinanza e motivazioni

Il testo dell'ordinanza sarà comunicato a diverse istituzioni. Tra queste figurano Prefetture, Comuni e Province. Sarà inviato anche alle Aziende Sanitarie Locali e all'Inail. L'Inps e gli Ispettorati del Lavoro riceveranno il documento. Anche le Università e l'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale saranno informate. Il presidente Acquaroli ha dichiarato: «Si tratta di una risposta concreta a una situazione che ormai si ripete ogni anno». Ha aggiunto che il problema sta diventando strutturale. Le alte temperature possono incidere significativamente sulla salute e sicurezza delle persone. L'atto mira a ridurre i rischi legati all'esposizione prolungata al caldo estremo.