Marcello Fois interviene sulla controversia del Premio Strega, affermando che il concorso letterario deve concentrarsi esclusivamente sulle opere. Lo scrittore difende l'integrità del premio, escludendo giudizi etici sugli autori e sottolineando l'autonomia del voto.
Lo Strega valuta le opere, non gli autori
Lo scrittore Marcello Fois ha recentemente espresso il suo pensiero riguardo alle recenti polemiche che hanno coinvolto il Premio Strega. Ha sottolineato con fermezza che il prestigioso riconoscimento letterario ha il compito di giudicare i libri presentati, non le persone che li hanno scritti. Questa distinzione, secondo Fois, dovrebbe essere sempre tenuta presente, evitando di essere richiamata solo in momenti di crisi.
Fois, amico intimo della compianta scrittrice Michela Murgia, ha evitato di commentare direttamente la tempesta mediatica scatenatasi attorno a un presunto commento negativo di Michele Mari, uno dei favoriti per la vittoria, nei confronti della Murgia. L'episodio sarebbe avvenuto su un mezzo di trasporto durante una tappa del tour promozionale del premio a Bisceglie, in Puglia.
La Fondazione Bellonci, ente organizzatore del premio, ha chiarito la propria posizione, ribadendo quanto previsto dal regolamento e mettendo fine alle speculazioni su una possibile esclusione di Mari o su sue dimissioni dalla competizione. Fois, che è stato incluso nella cinquina del Premio Campiello 2026 con il suo romanzo 'L'immensa distrazione', precedentemente candidato anche allo Strega, ha dichiarato all'ANSA: «Credo lo Strega abbia fatto la cosa giusta.»
Autonomia del voto e integrità letteraria
«Saranno gli elettori a decidere perché ognuno vota sulla base del proprio pensiero», ha proseguito Fois. «Sarei contrario a qualsiasi tipo di eliminazione sulla base di questa cosa. Mica è un tribunale etico lo Strega». Lo scrittore ha inoltre affermato che Michele Mari avrà sicuramente modo di spiegare la sua versione dei fatti. «È una persona straordinaria, un grande scrittore», ha aggiunto Fois.
«E poi ognuno decide nel segreto del suo voto. Magari Michele guadagnerà molte preferenze da persone che prima non lo avrebbero votato e ne perderà altre da chi magari aveva pensato di votarlo. Il mondo Strega è imponderabile», ha concluso Fois, evidenziando la natura imprevedibile delle dinamiche del premio.
La nota della Fondazione Bellonci ha ribadito che «Il Premio è una competizione tra opere. Per questa ragione, il regolamento prescrive che neppure l'autore, qualora abbia acconsentito a iscrivere la propria opera, possa ritirarsi dalla gara». Questo principio sottolinea la centralità del libro nel concorso, al di là delle vicende personali degli autori.
Rapporti personali e valore delle opere
Riguardo all'episodio accaduto sul mezzo di trasporto, dove oltre a Mari erano presenti altri finalisti come Teresa Ciabatti, Elena Rui e Matteo Nucci, oltre all'autista e a un'operatrice del premio, Fois non si è espresso direttamente. «Ho degli ottimi rapporti con Michele, è un amico. Penso possa tranquillamente spiegare cosa è successo in proposito. Non ero in quel van, non posso dare nessun giudizio», ha affermato.
Tuttavia, Fois ha aggiunto una considerazione generale: «Al di là di tutto, se questo è successo, avere opinioni di questo tipo in generale sulle donne non è una cosa bella». La sua perplessità maggiore riguarda il silenzio generale attorno alla vicenda. «Il rapporto di Michele Mari con Michela Murgia non è mai stato lineare, buono. Non è una sorpresa», ha spiegato.
«Che conclusioni abbia tratto Michele da questa condizione bisognerebbe chiederlo a lui o alla persona con cui ha parlato. Mi sembra logico, lineare», ha sottolineato. Fois si è detto dispiaciuto che una questione potenzialmente risolvibile con serenità sia stata amplificata in modo sproporzionato. Ha ribadito che queste vicende non dovrebbero intaccare la valutazione dei libri e il loro valore letterario.
Per illustrare il suo punto, Fois ha citato esempi storici di grandi autori con vite controverse: «Luigi Pirandello si è iscritto al partito fascista dopo l'omicidio Matteotti. Louis-Ferdinand Celine non era certamente specchiato. Knut Hamsun era un collaborazionista nazista. Anche Caravaggio non dovremmo guardare, è un assassino ingiudicato. Complessa la vicenda».
L'ottantesima edizione del premio, che si proponeva di essere speciale, vedrà la proclamazione del vincitore l'8 luglio in Piazza del Campidoglio.