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Il mercato del lavoro in Friuli Venezia Giulia ha registrato una crescita positiva nel primo trimestre del 2026, con un aumento delle assunzioni dipendenti e un consolidamento dell'occupazione stabile. I contratti a termine guidano questa espansione.

Mercato del lavoro in Friuli Venezia Giulia: dati positivi

Nel periodo gennaio-marzo 2026, il Friuli Venezia Giulia ha confermato una dinamica lavorativa favorevole. Le assunzioni di lavoratori dipendenti hanno raggiunto la cifra di 53.591 unità. Questo dato segna un incremento del 2% rispetto all'anno precedente. Il saldo occupazionale complessivo è positivo, con 11.194 nuove posizioni create. Anche il lavoro stabile ha contribuito a questo trend, registrando un saldo positivo di 3.979 unità.

L'Osservatorio regionale del mercato del lavoro ha elaborato questi dati. Essi evidenziano un quadro incoraggiante per l'economia della regione. La crescita delle assunzioni dipendenti è un segnale di vitalità. Il consolidamento dell'occupazione stabile rafforza ulteriormente questo quadro positivo.

Contratti a termine trainano l'occupazione

La crescita del mercato del lavoro è principalmente sostenuta dai contratti a tempo determinato. Questi hanno registrato un aumento del 4,2%. Al contrario, l'occupazione a tempo indeterminato mostra una sostanziale stabilità. Questo avviene dopo un periodo di forte incremento tra il 2021 e il 2023. Secondo le statistiche dell'Istat, gli occupati dipendenti con contratto a tempo indeterminato superano le 376mila unità. Rappresentano circa l'87% del totale dei lavoratori dipendenti nella regione.

L'uso prevalente dei contratti a termine suggerisce una strategia aziendale mirata. Le imprese sembrano voler mantenere flessibilità. Questo è particolarmente vero in un contesto di incertezza economica. L'occupazione stabile viene preservata. I contratti a termine vengono impiegati per rispondere a esigenze più cicliche.

Manifattura e export: motori dell'economia regionale

La manifattura, pur registrando una riduzione delle assunzioni rispetto al 2025, mantiene livelli occupazionali elevati. Questo settore continua a essere un pilastro dell'economia regionale. La forte dinamica dell'export gioca un ruolo cruciale. Nel 2025, le esportazioni hanno superato i 20 miliardi di euro, con un incremento del 17,8%. Questo dato sottolinea la competitività delle imprese friulane sui mercati internazionali.

Si osserva anche una crescita delle professioni in ambito Stem (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). Aumentano anche le opportunità nei settori ICT, ingegneristico e tecnico-sanitario. Nei servizi e nella ristorazione, invece, permane un'elevata intensità di turnover. Questo indica una continua richiesta di personale in questi ambiti.

Competenze specialistiche: una richiesta crescente

Carlos Corvino, responsabile dell'Osservatorio, sottolinea un aspetto fondamentale. «La lettura congiunta di flussi e stock mostra piuttosto un consolidamento degli organici», afferma Corvino. «Le imprese sembrano affrontare l'attuale fase di incertezza mantenendo stabile la base occupazionale e utilizzando il lavoro a termine in funzione maggiormente ciclica».

Corvino evidenzia inoltre che in Friuli Venezia Giulia «emergono fabbisogni sempre più forti di competenze tecniche, digitali e specialistiche». Questa tendenza rende essenziale il collegamento tra le politiche del lavoro, la formazione professionale e i servizi di intermediazione. L'obiettivo è rispondere efficacemente alle nuove esigenze del mercato.

Le persone hanno chiesto anche:

Quali sono i settori che registrano maggiore crescita occupazionale in Friuli Venezia Giulia?
I settori che mostrano maggiore dinamismo sono quelli legati alle professioni Stem, Ict, ingegneristiche e tecnico-sanitarie. Anche il lavoro a tempo determinato in generale ha visto un incremento significativo.

Qual è l'andamento dell'occupazione stabile in Friuli Venezia Giulia?
L'occupazione stabile in Friuli Venezia Giulia sta mostrando un consolidamento. Il saldo positivo di 3.979 unità nel primo trimestre 2026 indica una tendenza alla stabilizzazione dopo una fase di forte crescita precedente.